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Borsa: Ftse Mib poco mosso, rally di Exor

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Nonostante la debolezza dei listini europei, Piazza Affari chiude la prima seduta della settimana di poco sopra la parità. A sostenere l’andamento del listino milanese, il paniere delle blue chip ha terminato con un +0,12% a 24.507,7 punti, è l’andamento di Exor, in rialzo del 4,08% dopo la conferma delle trattative per la cessione di PartnerRe. “Nell’ambito di una possibile acquisizione in contanti di PartnerRe, Exor conferma di essere in trattative in esclusiva con Covéa”, si legge in una nota emessa dalla holding. “Le trattative sono in corso e non c’è certezza che porteranno ad una transazione”. Secondo le stime circolate nel corso della seduta, il controvalore dell’operazione dovrebbe attestarsi in quota 8-9 miliardi di euro. 

Acquisti particolarmente sostenuti anche su Nexi (+3,48%), il presidente di Cassa Depositi e Prestiti ha detto che SIA, dopo l’offerta in borsa, valuterà acquisizioni ed aggregazioni, e sui titoli del risparmio gestito (+2,95% di Azimut, +2,44% di Banca Generali). Il +12% messo a segno dal fatturato 2019 e le stime sull’esercizio corrente hanno permesso a Buzzi di terminare la seduta con un +0,92%. 

Nuova seduta in rosso per Telecom Italia (-0,85%), scesa sotto quota 50 centesimi in scia delle tensioni che stanno accompagnando la cessione delle quote in Open Fiber da parte di Enel (+0,28%). 

La performance peggiore del Ftse Mib è stata registrata da CNH Industrial (-2,18%), penalizzata dalla pubblicazione dei conti trimestrali e dalla decisione di JPMorgan di ridurre il prezzo obiettivo a 9,5 euro (oggi il titolo si è fermato a 8,44 euro). Tra i titoli legati al mondo del calcio, rialzo a due cifre per le azioni della Lazio (+10,67%) grazie alle ottime performance della squadra capitolina. 

Per quanto riguarda le indicazioni macroeconomiche del giorno, spicca l’aggiornamento relativo l’andamento della produzione industriale italiana, che nel mese di novembre ha segnato un rosso del 2,7% mensile e del 4,3% tendenziale. Nel complesso del quarto trimestre, il livello della produzione, rileva l’Istat, registra una flessione dell’1,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Complice anche un clima non ideale per gli asset legati alla propensione al rischio, lo spread ha fatto segnare un incremento di oltre due punti percentuali a 135,9 punti base. 

“Il dato –ha commentato l’Ufficio Studi di Confcommercio - rispecchia la deludente dinamica del complesso dell’economia lo scorso anno, durante il quale solo i consumi delle famiglie hanno mostrato una debole tenuta. Non sembrano favorevolmente orientate le prospettive a breve termine, considerando anche gli impulsi negativi generati dalla crisi sanitaria che sta determinando, tra l’altro, una grave caduta del volume d’affari delle filiere del turismo e della ristorazione”. (in collaborazione con money.it)