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Borsa: Ftse Mib in rosso, Moncler in controtendenza

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Chiusura in rosso per Piazza Affari nel fatidico giorno della firma dell’accordo di “fase 1” tra Stati Uniti e Cina. Da domani riflettori puntati sull’evoluzione della situazione che, in tempi non particolarmente brevi (anche con vista elezioni presidenziali), dovrebbe condurre all’accordo di secondo livello, quello destinato a eliminare le tariffe tutt’ora in vigore. 

Tra i dati macro del giorno spicca l’aggiornamento relativo l’economia tedesca, salita nel 2019, stando alla prima stima diffusa oggi, dello 0,6 per cento. A dispetto di un tasso di occupazione a livelli da record e di consumi in forte salute, la forte contrazione della crescita tedesca (+2,2% nel 2017, +1,5% nel 2018) è attribuibile all’indebolimento del comparto industriale riconducibile proprio alle tensioni commerciali.  

Sul FTSE Mib, che ha terminato in calo dello 0,69% a 23.763,86 punti, tra i pochi segni più ci sono quelli dei titoli legati al risparmio gestito (+0,59% di Azimut, +2,14% di Banca Generali) mentre tra i bancari si segnalano le vendite su UniCredit (-2,60%, 13,05 euro), Intesa Sanpaolo (-1,15%, 2,32 euro) e Banco BPM (-1,62%, 2,003 euro). 

Lettera anche su Atlantia (-2,62%, 20,48 euro) sulla quale continua a pesare la minaccia della revoca della concessione autostradale. Secondo i ben informati, il premier Conte si sarebbe convinto a sposare la posizione del M5S e la revoca potrebbe arrivare già nel Consiglio dei ministri in calendario nel fine settimana.  

In particolare evidenza anche Moncler (+2,72%, 42,72 euro), che oggi ha aggiornato i massimi storici, e Amplifon (+2,08%, 26,54 euro), salita negli ultimi tre mesi di oltre 17 punti percentuali. Fuori dall'indice delle blue chip segnaliamo il tonfo di Txt E-Solutions (-5,61%, 9,42 euro)) dopo la notizia del private placement di oltre il 9% del capitale. 

Per quanto riguarda il mercato dei bond, lo spread BTp-Bund ha fatto segnare un rialzo di oltre 2 punti percentuali in quota 159,784 punti base. Oggi è stato il giorno del lancio via sindacato del nuovo BTp a 30 anni che ha registrato ordini record per 44 miliardi di euro (41 miliardi un anno fa) e un rendimento di 6 punti sul titolo 2049 (le prime indicazioni erano orientate per uno spread di 9 punti base). (in collaborazione con money.it)