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Borsa: Ftse Mib in rosso, seduta da dimenticare per Diasorin e Fineco

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Con le trattative sull'asse Washington-Pechino in stand-by, oggi a monopolizzare l'attenzione degli operatori, ed a spingere al ribasso i listini del Vecchio continente, sono state le notizie relative il processo di uscita di Londra dall'Unione europea. A meno di improbabili colpi di scena, due sono gli scenari a cui ci troveremo di fronte: un’'scita senza accordo o un nuovo rinvio del termine ultimo per la Brexit. 

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in calo dell'1,14% a 21.405,73 punti, spiccano, in negativo, le performance di Diasorin (-5,75%) e di FinecoBank (-4,65%). La prima è stata penalizzata dall’allarme sui conti lanciato dalla rivale Qiagen mentre la seconda ha pagato pegno alla notizia dell'acquisto del proprio marchio da Unicredit (-1,17%) per 22,5 milioni di euro. L'operazione potrebbe determinare, calcolano gli analisti di Equita,"un impatto di 80 punti base sul Cet1, atteso ora al 17% a fine 2019 dal 17,8% precedente". 

Nel comparto segno meno anche per Intesa Sanpaolo (-1,04%) mentre l'accoppiata Banco BPM (+0,56%) e UBI Banca (+0,51%) si è mossa in controtendenza. Oltre alle indiscrezioni su una possibile operazione di consolidamento, secondo i ben informati i due istituti potrebbero posticipare la presentazione dei piani industriali ad inizio 2020, quest'ultima ha capitalizzato la promozione ad "outperform" annunciata dagli analisti di Mediobanca (-0,59%). Lieve rialzo per lo spread con i titoli tedeschi, salito a 154,1 punti base (+1,38%). 

Grazie ad un balzo nell'ultima parte di seduta, chiusura in positivo per Telecom Italia (+0,42%), spinta dalle indiscrezioni relative la separazione e la conseguente offerta pubblica in borsa del comparto data center. (In collaborazione con money.it)