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Borsa, gestori: "Milano penalizzata, volatilità continuerà ma niente panico"

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Calma e sangue freddo. Le forti vendite su Piazza Affari e sugli altri mercati finanziari rischiano di durare ancora alcuni giorni e la fase di volatilità anche più a lungo. Per questo i piccoli investitori devono evitare atteggiamenti emotivi di fronte all’andamento di Borsa, nonostante oggi sulla piazza milanese il Ftse Mib abbia perso l’11,17%, con un crollo che non si vedeva dai tempi del referendum sulla Brexit nel 2016 o dal crac di Lehman Brothers nel 2008. Gli investitori, spiega Johanna Kyrklund, group chief investment officer e global head del Multi-Asset Investments di Schroders, contattata dall’Adnkronos, devono reagire "in modo calmo e razionale" alla tempesta che si è abbattuta sui mercati finanziari. "Un buon investimento si basa su un processo decisionale effettuato a mente fredda" e richiede "che si individui una strategia di lungo termine e che la si segua con costanza". Anche se l’ondata di vendite dei titoli azionari innescata dall’arrivo del Covid-19 negli ultimi giorni in Europa è stata "dolorosa".    

In particolare per il comparto azionario italiano che ad oggi "risulta il più penalizzato, anche ingiustamente e con alcune situazioni al limite dell’irrazionale", dice Antonio Amendola, co-gestore azionario Italia Europa di Acomea Sgr. "Complici nelle vendite sicuramente gli Etf e gli algoritmi che ormai fanno più del 70% dei volumi giornalieri". E sicuramente non è finita. Sull’azionario italiano "ci dobbiamo aspettare un’altissima volatilità, come già visto nelle ultime due settimane", avverte Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik.  

"In una prima fase dobbiamo aspettarci vendite generalizzate sui futures su titoli e settori" e "se l’asset allocation dei grandi fondi pensione e di investimento va per un risk off per riscatti o per contesto macro in ulteriore deterioramento, c’è la possibilità che la correzione avvenga in maniera continuativa anche nei prossimi giorni". Nonostante il crollo che stanno registrando i mercati e Piazza Affari in particolare, i tassi di interesse, ricorda il gestore di Lemanik, "sono a livelli estremamente bassi e nel lungo termine l’investimento azionario può essere considerato come un’alternativa ancora vincente rispetto ad altri strumenti, che ora non danno alcun tipo di rendimento". Per questo, spiega Scauri, a livello di gestione attiva di portafoglio "bisognerà cercare di selezionare i titoli che hanno bilanci forti, situazioni debitorie molto limitate e business model resilienti nel lungo termine di fronte a un calo importante della domanda".  

Dopo la prima ondata di vendite guidate dai future, "bisognerà essere molto selettivi nell’individuare le società che avranno meno problemi in questa fase e che non dovranno ricorrere ad aumenti di capitale". E, nonostante la grave crisi, "il nostro Paese -spiega Amendola- è molto più in salute del 2011 o del 2007. Le molte multinazionali tascabili orgoglio del nostro Paese nel mondo offrono importanti punti di ingresso e sono quelle che ci aiuteranno ad uscire da questo pantano", e di sicuro "un pizzico di patriottismo in questo contesto aiuterebbe".  

In questo momento di elevata volatilità sui mercati "suggeriamo di concentrarsi su società con basso indebitamento, presenza internazionale e prodotti innovativi. Il contesto attuale risulta essere perfetto per iniziare ad accumulare con piani di accumulo specie se Pir, visto che le valutazioni si sono di molto contratte rispetto agli scorsi mesi". In questa situazione di mercato, continua Kyrklund, gli investitori potrebbero "trarre beneficio dall’esposizione su asset che reagiscono bene in periodi di recessione", con i Titoli di Stato, lo yen giapponese e l’oro che "possono offrire una certa protezione".  

Ma per la group cio e global head del Multi-Asset Investments di Schroders "una risposta solida da parte delle banche centrali e dei governi rappresenterebbe un risvolto positivo per i prezzi degli asset. I tassi di interesse potrebbero essere tagliati ulteriormente e potremmo vedere anche tagli fiscali più consistenti. Se in questo modo si riuscirà a contenere la diffusione, le banche centrali avranno messo il turbo ai mercati azionari".