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Borsa: il balzo dello spread spinge Piazza Affari sotto la parità

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Dopo una prima parte in rosso e un recupero a metà seduta, la borsa milanese chiude la seduta con il segno meno. Parte della “colpa” è dei titoli bancari, spinti al ribasso dal balzo dello spread a oltre 175 punti base, +8 punti percentuali rispetto al dato precedente. A far salire la tensione sulla carta italiana, sono, al solito, le tensioni politiche, tornate prepotentemente alla ribalta in scia della vicenda ex-Ilva. 

Tra i titoli bancari del listino principale, che ha terminato in calo dello 0,41% a 23.481,35 punti, segnaliamo il -0,82% di UniCredit, il -0,81% di Intesa Sanpaolo e il -0,59% di Banco BPM. In controtendenza le azioni Ubi Banca (+0,92%) in scia dei rumor sulla cessione di un portafoglio di mutui residenziali in sofferenza per un ammontare lordo di circa 800 milioni di euro. 

Bene anche il comparto del risparmio gestito con il +2,59% di Azimut e il +1,15% di Banca Generali. Segno più anche per Telecom Italia (+0,99%) sempre al centro della scena in vista dello scorporo della rete. 

Dopo la presentazione dei conti, Terna ha lasciato sul campo l’1,47% e Snam lo 0,86%. La prima ha chiuso i nove mesi al 30 settembre con un Ebitda in aumento del 3,9% e un debito in crescita da 7,9 a 8,2 miliardi mentre la seconda ha registrato numeri in linea con le stime. Nel complesso, hanno rilevato gli analisti di Banca Imi, i ricavi non regolamentati di Snam hanno sostenuto la performance operativa, mentre il risultato netto ha beneficiato del positivo trend degli oneri finanziari. 

Nel comparto energetico Eni ha segnato un rosso dello 0,32% mentre Saipem è salita di mezzo punto percentuale (+0,49%) dopo l'annuncio di contratti per 880 milioni di dollari. Il future sul Brent scambia sostanzialmente piatto a 62,4 dollari il barile mentre il derivato sul petrolio statunitense, il WTI, scende dello 0,3% a 56,9 dollari dopo l’aggiornamento relativo gli stock della prima economia. 

L’EIA (Energy Information Administration), la divisione statistica del Dipartimento dell’Energia Usa, ha reso noto che nella settimana all’8 novembre, gli stock di greggio a stelle e strisce sono aumentati di 2,2 milioni di barili. Il dato precedente aveva fatto segnare +7,9 milioni e gli analisti avevano stimato una crescita di 1,5 milioni di barili.(In collaborazione con money.it)