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Borsa: il Ftse Mib cede il 2,53%, pesano le paure per una recessione

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Chiusura pesante per il Ftse Mib (-2,53%, 20.020,28 punti), che ha dimenticato velocemente i guadagni messi a segno ieri sulla scia dell’ottimismo per gli sviluppi commerciali tra Usa e Cina. A scatenare i forti ribassi di oggi sono state le paure per la possibile entrata in recessione tecnica della Germania dopo i dati sul Pil tedesco del secondo trimestre 2019 (misurazione preliminare), in contrazione al -0,1%. Informazioni negative anche da Pechino, con la produzione industriale cinese di luglio cresciuta del 4,6%: l’incremento più modesto degli ultimi 17 anni. In questo quadro, si è verificata anche l’inversione della curva dei tassi americana e di quella inglese, con il rendimento dei bond governativi decennali sceso al di sotto di quello della scadenza a 2 anni. Questo segnale è tradizionalmente considerato come un anticipatore di una recessione.  

Con un listino totalmente in rosso, la performance peggiore la segna Tenaris (-5,20%, 9,436 euro) su cui pesa il calo del prezzo del petrolio WTI, sceso a 54,5 dollari al barile (-4,55% rispetto a ieri). Male anche gli altri titoli del comparto oil&gas, con Saipem ed Eni che cedono rispettivamente il 4,57% e il 2,37% (a 3,922 euro e 13,102 euro). 

Il rientro dello spread tra BTp e Bund a 10 anni verso i 215,41 punti base (-3,22% rispetto a ieri) non aiuta il comparto bancario, che prosegue nella sua discesa: nello specifico, BPER Banca segna la performance peggiore del settore (-4,92%, 3,012 euro) seguita da Banco BPM (-3,92%, 1,6195 euro) e Unicredit (-3,74%, 9,19 euro). 

Sono solamente due le quotate al principale paniere italiano che riescono a mantenere le perdite al di sotto dell’1%: Nexi (-0,74%, 9,8 euro) e Recordati (-0,83%, 38,2 euro). 

Sul fronte valutario, si rafforza il biglietto verde nei confronti della moneta unica, con il cambio Eur/Usd in negativo dello 0,24%, a 1,1142. 

(in collaborazione con money.it)