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Borsa Italiana: +0,3% il Ftse Mib con Enel che guida rally delle utility

Redazione Finanza
·2 minuto per la lettura

Piazza Affari chiude bene anche oggi con il Ftse Mib che ha aggiornato i massimi a oltre 4 mesi a 20.419 punti, con un rialzo daily dello 0,31%. Il mercato guarda ai possibili sviluppi dei negoziati sul Recovery Fund che è il tema clou della due giorni del Consiglio Europeo al via oggi. Segno meno oggi per Intesa Sanpaolo, scesa dello 0,41% dopo che ieri sera l'Antitrust ha dato l'autorizzazione al progetto di fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca a condizione che Intesa ceda oltre 500 sportelli. Le cessioni dovranno riguardare le aree geografiche in cui si registrano le maggiori criticità concorrenziali. Bene invece UBI Banca con un +1,18%. Tra gli altri titoli si interrompe il momento positivo di Telecom Italia che cede lo 0,33% dopo il balzo di ieri di oltre il 4%. In recupero Leonardo (+0,63%) con Equita che ha confermato buy con target price abbassato leggermente a 9,2 euro per azione. La sim milanese ritiene che il business tornerà alla normalità nel corso del 2021 (in alcune divisioni come la cyber security anche con maggior forza), eccetto l’aeronautica civile che riteniamo richieda rinegoziazioni coi clienti e/o taglio costi. Chiusura tonica a oltre +2% per Enel sopra quota 8,426 euro, dando slancio a tutto il Ftse Mib alla luce del suo status di titolo di maggior peso dell'indice milanese. Bene anche le altre utility con +1,69% per Terna, +1,8% Snam e +1,34 Hera. Lunedì 20 luglio Enel staccherà il saldo cedola di 0,168 euro. Intanto Infranews ha riferito che Enel potrebbe aver deciso di non vendere i suoi asset in Romania. L'articolo riporta che ai primi di giugno un consorzio composto da Macquarie, GIC e British Columbia Investment Management Corporation era vicino a firmare un accordo per acquistare la quota maggioranza che Enel detiene in tre società di distribuzione di energia elettrica e in una società di fornitura di energia elettrica in Romania, nonché alcuni beni rinnovabili. Ma i negoziati si sarebbero stoppati a metà giugno.