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Borsa Italiana piatta, focus sulla Federal Reserve

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Seduta interlocutoria per l’azionario del Vecchio Continente in attesa del responso della due giorni di riunioni della Federal Reserve. Gli operatori si attendono conferme sulla prosecuzione dell’attuale politica monetaria anche in presenza di decisi rialzi dei prezzi e sulla volontà, se le condizioni dovessero aggravarsi, di controllare la curva dei rendimenti.

In attesa che l’agenzia del farmaco ribadisca la validità del vaccino di AstraZeneca, il Ftse Mib ha chiuso la seduta a 24.281,05 punti (+0,08%) mentre lo spread Btp-Bund si è confermato a 96 punti base. Nell’operazione di concambio messa in campo oggi, il Ministero dell’economia ha collocato il livello massimo del Btp a 10 anni (2,5 miliardi di euro) a fronte del riacquisto di quattro titoli in scadenza quest’anno (due Btp, un BtpEi ed un Ctz).

A dominare la scena sul listino di Piazza Affari è sempre il comparto bancario: Banco BPM ha terminato con un +3,82%, BPER Banca ha segnato un +3,12%, UniCredit ha messo a segno un +1,78% e Mediobanca un +1,06%. Oltre che dall’attesa del processo di consolidamento, il settore è stato spinto dal possibile via libera alla distribuzione dei dividendi nel terzo trimestre.

Chiusura di poco sopra la parità per Atlantia (+0,31%). Il Cda della holding ha preso atto della disponibilità avanzata dal consorzio guidato dalla Cdp di estendere fino al 27 marzo 2021 il periodo di validità dell’offerta vincolante per l’acquisto dell’88% del capitale di Autostrade per l’Italia.

Le performance peggiori sono appannaggio di Amplifon e Diasorin, scese rispettivamente dell’1,84 e del 2,67 per cento. Vendite anche su STMicroelectronics (-0,75%), sempre alle prese con la debolezza del Nasdaq, e su Generali (-0,83%) che, secondo indiscrezioni, starebbe valutando un’operazione straordinaria da 2 miliardi di euro in Russia. (in collaborazione con money.it).