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Borsa: la settimana di Piazza Affari parte con il segno più

·2 minuto per la lettura

Messa da parte la timidezza della prima parte, Piazza Affari ha chiuso la prima seduta della settimana con il segno più. Orfani di Wall Street, i listini europei hanno terminato sopra la parità nonostante l’incertezza ancora in arrivo dal vertice dell’Opec+, bloccato dalla questione della revisione dei tagli alla produzione.

La maggioranza capitanata dall’Arabia Saudita spinge per un incremento della produzione di 400 mila barili giornalieri e l’estensione da aprile a tutto dicembre 2022 delle attuali intese mentre gli Emirati Arabi sono fermamente contrari all’estensione.

A spingere il Ftse Mib, che ha terminato la seduta a 25.441,34 punti (+0,63%), è stato il comparto bancario: Banco BPM ha chiuso con un +1,62%, Intesa Sanpaolo ha segnato un +1,41%, UniCredit ha guadagnato l’1,74% e Mediobanca ha fatto segnare la performance migliore del paniere delle blue chip salendo del 2,42%.

Quasi al 19%, Leonardo del Vecchio potrebbe puntare, come hanno riportato diversi giornali, a ridisegnare i vertici di Piazzetta Cuccia. Sempre la carta stampata ha rilanciato l’ipotesi, paventata da Citi, su una possibile fusione con Banca Mediolanum (-0,02%). In ottica M&A, si torna inoltre a parlare di un matrimonio la stessa UCG.

Incrementi sopra il punto percentuale anche per STMicroelectronics (+1%) mentre, in attesa delle decisioni dell’Opec+, Eni, Saipem e Tenaris hanno rispettivamente segnato un +0,56, un +0,05 ed un +0,7 per cento.

L’annuncio di una nuova commessa in India da 170 milioni di dollari ha permesso a Maire Tecnimont di chiudere con un +3,92% mentre a spingere le azioni Reno De Medici (+3,86%) è stata la notizia dell'acquisto da parte di Apollo del 67% del gruppo ed il successivo lancio dell’Opa finalizzata al delisting.

La settimana dello spread Btp-Bund è iniziata all’insegna della stabilità a 106 punti base. (in collaborazione con money.it).

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