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Borsa: Le banche spingono la risalita di Piazza Affari

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Torna il sereno sul listino di Piazza Affari. A livello internazionale, Trump ha detto che l’accordo con Pechino sarebbe in dirittura d’arrivo (i negoziati, ha riferito il Potus a margine del vertice Nato, “procedono molto bene”), mentre per quanto riguarda il nostro listino indicazioni positive sono arrivate da un report in cui l’agenzia di rating Moody’s ha alzato l’outlook sul comparto bancario italiano da “negativo” a “stabile”. 

La mossa di Moody’s è legata al fatto che nel 2020 “le aspettative sono di un’ulteriore e progressiva riduzione dei crediti deteriorati delle banche italiane in un contesto in cui le condizioni di finanziamento sono destinate a migliorare e il capitale a restare stabile”. “Ci attendiamo che i prestiti problematici delle banche italiane nel 2020 faranno segnare il quinto calo annuo consecutivo”, ha detto Fabio Iannò, vicepresidente senior di Moody’s. 

Indicazioni positive per il nostro Paese sono arrivate anche dall’Istat che, in scia con quanto già fatto da S&P Global e dall’Ocse, ha stimato un incremento del Pil italiano dello 0,2% nel 2019, un dato maggiore del +0,1% indicato dal governo nella propria nota di aggiornamento al Def. La stima scaturisce dal contributo positivo offerto dalla domanda interna al netto delle scorte (+0,8%) e da quella estera (+0,2%). A frenare la crescita del Pil italiano nel 2019, evidenzia l’Istat, è la variazione delle scorte (-0,8%). 

Per il 2020, quando l’incremento della ricchezza prodotta è visto allo 0,6%, il contributo della domanda interna è atteso sostanzialmente in linea con l’anno corrente (+0,7%), quello della domanda estera netta è stimato leggermente positivo (+0,1%) mentre il freno rappresentato dalle scorte sarà meno intenso (-0,2%). In questo contesto, il paniere principale di Piazza Affari ha terminato in rialzo dell’1,31% a 23.034,20 punti.  

Tra i bancari spicca il +1,92% di UniCredit, il +2,51% di Ubi Banca, il +2,05% di Intesa Sanpaolo e il +2,96% di Banco BPM. -2,25% per lo spread con i titoli tedeschi, sceso sotto quota 170 punti base (169,7pb). 

Nel comparto industriale +1,42% di Leonardo, in scia dei nuovi contratti ottenuti da Telespazio (16 milioni di euro) e dalla controllata Usa Drs (da 60 milioni di dollari) e dell’accordo firmato con la colombiana Codaltec per rafforzare ulteriormente la partnership esistente. Balzo per le azioni Carraro (+14,44%) che hanno messo a segno la performance migliore dell’intero listino grazie all’accordo strategico di fornitura firmato con Ineos Automotive: l’intesa ha un valore complessivo di oltre 420 milioni di euro e un orizzonte temporale superiore ai 10 anni. 

Acquisti anche su Atlantia (+2,42%) che, il giorno dopo la bocciatura a “spazzatura” decretata da Moody’s, ha capitalizzato l’innalzamento della valutazione ad "overweight" annunciata dagli analisti di JPMorgan, secondo cui le recenti vendite (in tre mesi il titolo è sceso del 13,5%) offrono un livello attraente in termini di rapporto tra rischio e rendimento. (in collaborazione con money.it)