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Borsa Milano cancella rialzo su realizzi, bene utility, industria, spunti su Nexi

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Prevalgono la cautela e i realizzi nel pomeriggio a Piazza Affari che cancella tutta il rialzo della prima parte della seduta.

Anche a Wall Street indici incerti in avvio anche se il Nasdaq ha nuovamente toccato i massimi record sulle attese del varo di un pacchetto di stimoli all'economia per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia.

A livello generale sui mercati prevale comunque l'ottimismo legato all'avvio delle vaccinazioni anti-Covid e dalle crescenti speranze per un possibile accordo sulla Brexit.

"Sulle borse continua la parabola ascendente dai minimi di marzo scorso. Poi con l'annuncio del vaccino è partita la rotazione settoriale che sta premiando i settori più colpiti, come i ciclici, il settore industriale, le banche e i petroliferi. L'attesa del vaccino ha creato una visibilità migliore sulla ripresa del ciclo economico", osserva Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR.

Fra le materie prime stabile sopra i 50 dollari al barile il prezzo del Brent.

Tra i titoli in evidenza:

Tornano a scendere le banche con le big INTESA SANPAOLO e UNICREDIT in calo rispettivamente del 2,7% e 2,4%. Il presidente della vigilanza europea Andrea Enria, ha detto che la Bce intende tornare a un regime "normale" per la distribuzione dei dividendi da parte delle banche vigilate dopo il 30 settembre 2021.

Ripiega dopo i guadagni iniziali anche BANCO BPM in flessione dell'1,2% dopo aver annunciato ieri sera il divorzio da Cattolica nella partnership di bancassurance, una mossa che potrebbe agevolare la strada verso una fusione del gruppo guidato da Giuseppe Castagna con BPER (-1,5%).

L'annuncio penalizza CATTOLICA che perde il 2,4% circa, mentre sempre nel comparto assicurativo UNIPOL, primo azionista di Bper, guadagna oltre l'1%.

Spunti al rialzo per la paytech company NEXI, in salita del 2,6% mentre è da poco partita la campagna del cashback di Stato.

Nel resto del listino, positivo tutto il comparto legato all'energia, dalle utilities con HERA a +1,9% e A2A a +0,8%, mentre ritracciano i titoli oil, come ENI (-1%), SAIPEM (-1,1%) e TENARIS (-0,9%). Bene le società attive nel business regolato, come SNAM (+1,4%) e TERNA (+0,9%)

ENEL balza dell'1,5% sulle indiscrezioni di stampa secondo cui il Cda di domani potrebbe conferire al management un mandato per avviare il percorso di cessione a Macquarie del 50% di Open Fiber. Secondo Fidentiis, la notizia "sarebbe positiva per Telecom Italia in quanto potrebbe rappresentare un primo passo verso la creazione della rete unica e potrebbe rimuovere parte dello stallo cui abbiamo assistito negli ultimi mesi". TELECOM ITALIA reagisce con un rialzo dello 0,4%.

Scivola MEDIASET (-1,4%) dopo che l'Agcom ha comunicato ieri l'avvio di un'istruttoria per valutare gli effetti sul pluralismo dei media della contemporanea presenza di Vivendi sia nella società controllata dalla famiglia di Silvio Berlusconi che in Telecom Italia. Un primario broker italiano parla di situazione "intricata" aggiungendo che la questione principale resta la possibilità che le parti raggiungano un accordo, condizione necessaria per voltare pagina e rilanciare i piani industriali.

Ben raccolta FCA (+1,2%), premiata dalla rotazione settoriale mentre rimbalza PIRELLI (+2,8%) venduta ieri sull'annuncio del collocamento di un bond convertibile.

Tra i titoli minori cancella il rialzo OVS a +0,8% sulla scia dei risultati del terzo trimestre e dell'offerta vincolante per l'acquisizione di alcuni asset di Stefanel, tra cui il brand storico dell'azienda in amministrazione straordinaria dallo scorso anno. In scia bene anche UNIEURO (+6,3%).

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)