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Borsa Milano cede su realizzi, male Enel, tonica Stellantis, Stm su massimi 2001

·3 minuto per la lettura
Il logo Enel a Milano

MILANO (Reuters) - Seduta di storno a Piazza Affari, con gli indici che sottoperformano gli altri mercati europei.

Prevalgono le prese di beneficio in una giornata che è stata negativa per le borse asiatiche stamani penalizzate dai dati economici cinesi sotto le attese che fanno ipotizzare un rallentamento della crescita globale.

Andamento opposto a Wall Street dopo il raffreddamento dell'inflazione che ha allentato i timori di un'anticipata riduzione degli stimoli monetari. Piatto il Nasdaq, in rialzo Dow Jones e S&P500.

Intorno alle 16,20 l'indice FTSE Mib si muove in calo dell'1,2% vicino ai minimi di seduta. Volumi in leggera salita rispetto alle precedenti sedute intorno a 1,7 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Ampliano il calo le utility come A2A (-2,1%) e, in particolare, Enel in flessione del 5% sui minimi da inizio novembre 2020, che risentono del tema del balzo dei prezzi dell'energia e di come i governi a livello europeo stiano valutando interventi per ridurre questi impatti sulle bollette. Sul calo di Enel influisce anche la decisione del governo iberico ieri che ha varato nuove misure fiscali per contenere il rialzo delle bollette, ma che rischiano di gravare sui bilanci delle società energetiche. Un primario broker italiano stima un impatto su Endesa, controllata Enel, che potrebbe essere intorno ai 150-200 milioni di euro a livello di Ebitda

Mediaset ripiega in calo dell'1,6% dopo un avvio forte stamani a seguito dei risultati del primo semestre che evidenziano un deciso recupero di redditività grazie al rimbalzo della raccolta pubblicitaria in Italia e in Spagna dopo la crisi innescata l'anno scorso dalla pandemia. Un trader sottolinea che i risultati "sono in linea con le attese, ma il mercato sta apprezzando il miglioramento della marginalità".

Positivo l'andamento fra le big della finanza italiana, con Generali in crescita dell'1% e Mediobanca che sale dell'1,6% dopo che ieri sera i consiglieri non esecutivi della compagnia a maggioranza hanno accolto favorevolmente la disponibilità del Ceo Philippe Donnet per un nuovo mandato, anche in vista della sua inclusione nella lista per il rinnovo del board che eventualmente il consiglio deciderà di presentare. "L'esito della partita sulla governance rimane incerto", sottolinea un broker.

Nel resto del comparto aumentano le vendite su Unicredit che perde l'1,64%, mentre sono stabili Intesa Sanpaolo e Bper.

Prosegue la crescita di Stm (+0,7%) dopo avere varcato quota 40,39 euro, i massimi da fine dicembre 2001. Nel daily Equita scrive che ieri il Ceo della società ha tenuto una presentazione in cui è emerso che "per il 2022 il mercato di riferimento è atteso crescere del 6-8% e Stm è attesa sovraperformare mostrando una crescita significativa". Il broker ha migliorato la stima di crescita dei ricavi 2022 a +10% anno su anno, con un target price a 42 euro.

Positivo il comparto auto con Stellantis in crescita dell'1,8%, decisamente meglio rispetto al comparto europeo in salita dello 0,3%. Un trader cita la conferma di Goldman Sachs della raccomandazione "buy" sulle azioni.

Prosegue lo storno del settore lusso sui timori legati al rallentamento dell'economia cinese, con Moncler in flessione del 5,1%, Brunello Cucinelli in calo del 2,8% e Tod's del 3,5%.

Raccolto il settore oil sulla scia del balzo del prezzo del petrolio ai massimi da luglio 2021: Eni prosegue nella fase del recupero e avanza dell'1,4%, Maire Tecnimont (+1%), Tenaris (+3%).

Fuori dal paniere forti vendite su Autogrill (-2,9%). Secondo un quotidiano, la società ha messo in cantiere un maxi-rifinanziamento dell'ordine di un miliardo strutturato metà in bond e metà in una revolving credit facility.

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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