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Borsa Milano debole su incertezze elezioni Usa, timori Covid, in calo Atlantia, Bper

·2 minuti per la lettura
Alcune persone escono dalla sede della Borsa di Milano
Alcune persone escono dalla sede della Borsa di Milano

MILANO, 30 settembre (Reuters) - - A Piazza Affari gli indici proseguono all'insegna della debolezza nell'ultima seduta del mese in un mercato timoroso per il diffuso aumento dei contagi Covid-19 e sulle incertezze per le prossime presidenziali Usa. Il primo confronto televisivo nella notte fra il presidente Usa, Donald Trump e il candidato democratico, Joe Biden, è stato caratterizzato da toni aspri e attacchi, allarmando il mercato su un esito poco chiaro della contesa elettorale.

Oggi si chiude anche il terzo trimestre e se l'andamento verrà confermato l'indice principale della borsa milanese, il FTSE MIb, chiuderebbe i tre mesi a fine settembre con un calo del 2% circa, confermando la pausa di riflessione del mercato dopo il recupero del 14% circa del precedente trimestre.

Atlantia perde quasi il 2% dopo che ieri il Cda ha confermato la disponibilità a negoziare la cessione del controllo di Aspi a Cdp ma con una operazione di mercato, ritenendo inoltre non accettabili, in questo contesto, le condizioni poste dalla controparte, tra cui garanzie e manleve. Secondo Fidentiis "la situazione di incertezza sull'esito di questa vicenda rimane quindi elevata, e il rischio di revoca della concessione, che sembrava ormai superato dopo gli accordi di metà luglio, è tornato ad essere rilevante".

Tra bancari, complessivamente poco mossi, BPER perde l'1,9%, ma in recupero dai minimi dell'avvio, penalizzata dall'annuncio dai termini dell'aumento di capitale da circa 800 milioni destinato a finanziare l'acquisto del ramo d'azienda nell'operazione Intesa-Ubi, con uno sconto sul Terp del 30,97%.

Sul resto del comparto bene Banco Bpm in rialzo dell'1,7% mentre Mediobanca cede lo 0,7%. Secondo quanto riportato da Bloomberg ieri, l'istituto di Piazzetta Cuccia avrebbe valutato nei mesi scorsi l'acquisizione di Banca Generali salvo poi accantonare il progetto a causa di condizioni non favorevoli per un'offerta. Il titolo Banca Generali perde il 2,6%. Per Equita Sim, se da un lato un'eventuale operazione di questo tipo sarebbe coerente con le strategie di Mediobanca nel wealth management, dall'altro il broker crede che "Generali non sia stata incline a valutare la vendita di un asset come Banca Generali".

In luce Nexi, che guadagna oltre il 2% in vista dell'atteso deal per una fusione con Sia, che darebbe vita a un campione nazionale nel settore dei pagamenti.

Nell'oil strappano Saipem, +4,2% e Tenaris, +2,6%.

Stm in calo dell'1,3% dopo i risultati del quarto trimestre della società Usa Micron Technology poco sopra le attese.

Fra le utility, ben raccolta Iren (+1,6%) premiata dagli investitori per la guidance superiore alle attese annunciata oggi con il piano industriale al 2025.

Massimo Zanetti vola a +30% circa dopo l'annuncio della controllante di un'Opa volontaria finalizzata al delisting.

(Andrea Mandalà, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)