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BORSA MILANO dimezza rialzo dopo Bce, dati Usa, bene Mps, Atlantia, strappa Aquafil

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

(Precisa data in paragrafo 6)

MILANO (Reuters) - Indici in deciso rallentamento dai massimi a Piazza Affari sulla scia del dato sulle richieste dei sussidi di disoccupazione Usa inaspettatamente superiori alle attese, mentre la Bce si è impegnata a mantenere i tassi di interesse ai minimi storici ancora più a lungo per stimolare un'inflazione ancora debole, avvertendo che la variante Delta del coronavirus rappresenta un rischio per la ripresa della zona euro.

A Wall Street deboli il Dow Jones e lo S&P 500, mentre il Nasdaq è in lieve rialzo grazie al solido flusso di positivi risultati trimestrali.

Sullo sfondo restano sempre i timori legati all'incremento dei casi di coronavirus che potrebbero mettere a rischio la ripresa delle economie a livello globale, ma che non sembra impensierire più gli investitori.

L'indice FTSE Mib si muove in rialzo dello 0,65%, dimezzando il balzo registrato nel corso della seduta.

Quanto allo spread del rendimento fra titoli di stato decennali italiani e tedeschi si attesta poco sotto i 108 punti base.

Tra i titoli in evidenza:

** Toniche le banche, anche se sotto i massimi di seduta, in vista anche della decisione della Bce sulla possibile revoca del limite imposto al pagamento dei dividendi delle banche e ai buyback delle azioni di domani. Sugli scudi in particolare MPS, con un balzo intorno al 5% in scia dell'accordo preliminare con la Fondazione Mps per chiudere i contenziosi relativi a richieste risarcitorie per 3,8 miliardi. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, "la riduzione dei rischi legali incrementa la possibilità per Mps di essere integrata in un altro gruppo bancario".

Sul resto del comparto le big UNICREDIT e INTESA SANPAOLO salgono rispettivamente dello 0,74% e dello 0,65%. Bene anche BPER che cresce dell'1,9%.

** Cauto rialzo per MEDIOBANCA (+0,2%), avanza anche GENERALI (+0,5%), di cui Piazzetta Cuccia è il principale azionista. Ieri sera è emerso che Francesco Gaetano Caltagirone ha portato la sua partecipazione al 3,003%, mentre secondo la stampa, alcuni azionisti della compagnia - Caltagirone, Leonardo Del Vecchio, i Benetton e la fondazione Crt - si preparano a chiedere all'AD Philippe Donnet, il cui mandato scade ad aprile, di non presentare il piano industriale per il triennio 2022-2024, quale segno di sfiducia verso il manager. Un broker rileva che la governance di Generali continuerà a essere sotto pressione da parte dei media in vista del rinnovo del Cda il prossimo anno.

** Ben raccolta ATLANTIA (+2,2%) dopo i risultati del semestre della controllata iberica Abertis resi noti ieri in linea con le attese. Secondo Equita, si tratta di "risultati positivi grazie al positivo trend del traffico pesante salito del 19% nel primo semestre e al contributo di Spagna, Francia e soprattutto Messico".

** Un po' di lettera sul settore oil nonostante il balzo del greggio, con ENI cedente (-0,8%) su cui pesa anche il taglio del prezzo obiettivo a 10,9 euro da 12,5 euro e raccomandazione a "Hold" da "Buy" da parte di Hsbc. Debole anche TENARIS (-1,1%), mentre prosegue la fase di recupero di SAIPEM (+1,8%).

** In lettera il settore industriale, come LEONARDO (-0,9%), PIRELLI (-0,8%)

** Fra i minori balzo per TINEXTA (+5,9%) dopo l'accordo per acquisire il 60% di CertEurope. Gli analisti di Intesa Sanpaolo giudicano in maniera molto positiva l'operazione "che è molto strategica per Tinexta. Grazie a quest'acquisizione la società incrementerà il processo di internazionalizzazione entrando nel mercato francese".

** Forte anche AQUAFIL in salita del 9,2% dopo che ieri Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo a 8,5 euro da 6,8 euro precedente.

(Giancarlo Navach, in redazione Gianluca Semeraro)

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