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Borsa Milano in forte calo, affondano banche mentre sale spread, Bper -10%

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Piazza Affari è in forte calo a fine mattina, zavorrata dai titoli bancari mentre lo spread sul debito Italia-Germania viaggia ampiamente sopra 230, circa 10 punti sopra il livello di ieri.

Deboli anche le altre borse europee dopo che la Bce ieri ha aperto a un rialzo dei tassi di un quarto di punto a luglio e un secondo, forse più consistente, a settembre.

Per un trader, sul mercato azionario e obbligazionario pesa il tono più 'hawkish' e una retorica poco chiara della banca centrale, che ha deluso chi si aspettava l'annuncio di uno scudo contro l'allargamento dello spread dei paesi periferici.

Un altro operatore parla di poca sintonia tra la presidente Christine Lagarde e il mercato, e mette in luce come il crollo dei titoli di stato pesi sulle banche italiane che li hanno in portafoglio.

Intanto i futures su Wall Street sono poco mossi in attesa dell'appuntamento con l'inflazione Usa nel primo pomeriggio, passaggio chiave in vista della riunione della Fed la prossima settimana.

Intorno alle 12 l'indice FTSE Mib perde il 3,5%. Volumi intorno al miliardo di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Le vendite si concentrano in particolare sulle banche, colpite dal rialzo dei rendimenti dei titoli di stato: l'indice perde il 6%, contro un calo di circa 2,5% del settore europeo.

La peggiore è Bper, che cede oltre 10% dopo aver svelato stamani il nuovo piano industriale senza riuscire a scaldare gli investitori, nonostante target di redditività e remunerazioni in linea o superiori alle attese. Il titolo, che aveva resistito più degli altri alle vendite di ieri, ha comunque fatto meglio del settore da inizio anno e risente delle prese di profitto.

Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm perdono tutte più del 6%.

Tra i pochissimi titoli in controtendenza Prysmian con +0,6%.

Scendono l'energia (Eni -4,8%) e l'automotive (Stellantis -3%) in un mercato che si interroga sulla resilienza della domanda e della crescita globale in un contesto di alta inflazione e tensioni geopolitiche. Le nuove misure anti-Covid piovute su Shanghai e Pechino rafforzano i sentimenti di avversione al rischio.

(Claudia Cristoferi, editing Sabina Suzzi)

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