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Borsa Milano in forte calo su storno prezzo petrolio, Saipem cede 16%, giù utility

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta di forti vendite a Piazza Affari in una giornata complessivamente molto difficile per i mercati azionari, affondati dal calo del prezzo del petrolio e dai timori dell'impatto dell'inflazione sulle economie.

Anche a Wall Street, dopo il rally della vigilia, oggi le proiezioni che vengono dai futures fanno presagire un avvio in deciso ribasso.

"La seduta si presenta molto brutta guidata dal forte storno del prezzo del petrolio che impatta sul settore petrolifero, uno dei migliori comparti quest'anno grazie all'impennata delle materie prime", osserva un trader.

Intorno alle 12,40 l'indice FTSE Mib perde poco più del 2%. Volumi pari a 690 milioni di euro.

Tra i titoli in evidenza:

In netto calo il settore oil&gas che in Europa cede il 3,6%, penalizzato dal calo di oltre il 4,5% del Brent sceso sotto 110 dollari al barile dopo che il presidente Usa, Joe Biden, spinge per un taglio dei prezzi dei carburanti, facendo pressione sulle major, in modo da venire incontro alle preoccupazioni della popolazione in vista della driving season dell'estate quando si registra il picco dei consumi.

Eni perde il 3,7%, Tenaris oltre il 5%. Discorso a parte per Saipem che arretra di oltre il 16% circa nel giorno in cui il cda ha dato il via libera alle condizioni dell'aumento iperdiluitivo da 2 miliardi di euro. "L'alta volatilità dei mercati rappresenta un rischio significativo affinché l'aumento possa concludersi con successo", scrive Bestinver nel daily.

In forte storno Saras(-4,4%) dopo la corsa di ieri in scia dei margini di raffinazione petrolifera vicini ai massimi storici.

Nel settore bancario Intesa SanPaolo è invariata mentre UniCredit è in calo dello 0,7%. Flette del 2% circa MPS in vista della presentazione del piano industriale domani.

Dopo la corsa di ieri, ritraccia Leonardo in flessione di oltre il 4%.

Persiste la debolezza del settore delle utility con gli investitori cauti per i rischi legati alle possibili misure del governo in caso di emergenza sulle forniture di gas: ENEL (-3%), A2A (-4,2%), ITALGAS (-4,2%), mentre contiene il calo Terna a -1,3%.

(Giancarlo Navach, editing Gianluca Semeraro)

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