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Borsa Milano incerta su timori impatto Covid, attese Usa, strappa Saras, banche deboli

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L'ingresso principale della Borsa di Milano
L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 21 ottobre (Reuters) -

Piazza Affari inverte la rotta e si riporta in lieve rialzo in una seduta volatile e con volumi molto sottili. Sui mercati è entrato in maniera preponderante l'effetto legato al dilagare dei contagi da Covid-19. A preoccupare gli investitori il nuovo record di infetti in Italia e i timori per i contraccolpi sull'economia a seguito delle nuove restrizioni agli spostamenti.

Altra incertezza viene dai colloqui in fase di stallo al Congresso Usa per un nuovo pacchetto di stimolo all'economia. Cala anche la fiducia dei consumatori tedeschi sui crescenti timori per l'impatto della seconda ondata di coronavirus nella principale economia europea che porta a una maggiore cautela nelle spese.

"La situazione è negativa in tutta Europa e adesso i mercati si stanno accorgendo dell'impatto del Covid", osserva un trader.

A Wall Street i futures indicano un avvio in lieve calo per le borse Usa.

Sul fronte delle materie prime il greggio sempre sotto pressione, sotto quota 42 dollari al barile.

Bancari in recupero rispetto ai minimi di avvio con le big INTESA SANPAOLO e UNICREDIT rispettivamente piatta e in rialzo dello 0,4%. Prosegue la lettera su BPER (-1,5%), MPS in flessione dell'1,5%, mentre sale dell'1,3% BANCO BPM.

Atlantia cede lo 0,9% in attesa di novità sul riassetto di Aspi dopo che due giorni fa il cda ha ritenuto i termini economici e le condizioni dell'offerta, presentata dal consorzio guidato da Cdp e partecipato da Macquarie e Blackstone, non conformi ad assicurare l'adeguata valorizzazione di mercato dell'88% della controllata autostradale.

In recupero dai minimi il settore oil, comunque venduto a causa dell'andamento depresso del prezzo del petrolio con Eni in flessione dello 0,5%. Giù anche le oil service, come Saipem (-1,08%) e Tenaris (-0,85%).

Nel comparto strappa Saras con un balzo del 12% circa dopo l'annuncio dell'ingresso di un nuovo socio nell'azionariato, Farringford Foundation - società basata a Panama che controlla indirettamente Trafigura Group (trading petrolifero)- con una quota del 3,01% del capitale. "Il 3% è una quota significativa per un operatore del settore che fa trading. Evidentemente ha una view positiva sui marigini di raffinazione che si possano riprendere e che il peggio sia passato", osserva un broker.

Stm sale dell'1,7% dopo i risultati del terzo trimestre in linea con le attese per ricavi. Equita rileva che "il margine lordo è sotto di poco rispetto alle nostre stime, mentre la guidance per il quarto trimestre sui ricavi è al di sopra delle attese".

Nel lusso si sgonfia il balzo di Salvatore Ferragamo (+8,7% ieri), in calo del 3% sulla notizia Reuters che la famiglia Ferragamo ha avuto contatti informali con investitori finanziari per vendere una quota di minoranza della società, secondo cinque fonti vicine alla vicenda. Una portavoce del gruppo ha poi precisato che la famiglia "smentisce categoricamente di aver sondato investitori e non ha nessuna intenzione di vendere". Nel daily il broker Equita scrive che ha sempre ritenuto "che un deal di questo tipo possa materializzarsi prima o poi e rappresenterebbe un buon compromesso per consentire una via di uscita a quella parte della famiglia meno attaccata al business storico".

Debole Moncler (-0,6%) in attesa dei risultati del terzo trimestre.

Infine strappa Giglio (+6,7%) sulla notizia dell'accordo con il gruppo Mutti per la distribuzione dei prodotti alimentari a base di pomodoro sui mercati in Cina.