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Borsa Milano, indici in forte calo a causa storno prezzo petrolio, Saipem cede 15%

Una donna davanti l'ingresso della borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta molto pesante a Piazza Affari e, più in generale anche sulle altre piazze europee, affondate dal forte calo del prezzo del petrolio.

Correggono le borse asiatiche stamani che non sono riuscite a capitalizzare il rimbalzo di Wall Street ieri a causa dei persistenti timori legati ai tassi di interesse e all'inflazione che restano elementi chiave da valutare da parte degli investitori.

"La seduta si presenta molto brutta guidata dal forte storno del prezzo del petrolio che guida i mercati e impatta sul settore petrolifero uno dei migliori comparti quest'anno grazie all'impennata delle materie prime", osserva un trader.

Intorno alle 10,30 l'indice FTSE Mib perde il 2,34% sui minimi di seduta.

Tra i titoli in evidenza:

In netto calo il settore oil&gas che in Europa cede il 3,7%, penalizzato dal calo di oltre il 4% del Brent sceso sotto 110 dollari al barile dopo che il presidente Usa, Joe Biden, spinge per un taglio dei prezzi dei carburanti, facendo pressione sulle major, in modo da venire incontro alle preoccupazioni della popolazione in vista della driving season dell'estate quando si registra il picco dei consumi.

Eni perde il 3,44%, Tenaris oltre il 5%. Discorso a parte per Saipem che arretra del 15% circa nel giorno in cui il cda ha dato il via libera alle condizioni dell'aumento iper diluitivo da 2 miliardi di euro. "L'alta volatilità dei mercati rappresenta un rischio significativo affinché l'aumento possa concludersi con successo", scrive Bestinver nel daily.

In forte storno Saras(-4,4%) dopo la corsa di ieri in scia dei margini di raffinazione petrolifera vicini ai massimi storici.

Oggi la lettera non risparmia anche le banche con le big Intesa SanPaolo e UniCredit in flessione del 0,9% e dell'1,6% rispettivamente.

Dopo la corsa di ieri, ritraccia Leonardo in flessione di oltre il 3%.

Non si ferma la debolezza del settore delle utility con gli investitori cauti per i rischi legati alle possibili misure del governo in caso di emergenza sulle forniture di gas: ENEL (-3,4%), A2A (-3,3%), ITALGAS (-3%), tiene TERNA con un calo dello 0,4%

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)

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