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Borsa Milano, lieve calo in seduta festiva, bene energia, deboli banche, Poste

Alcune persone di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Avvio incerto a Piazza Affari, che dopo un primo timido tentativo di rialzo torna in terreno negativo proseguendo la fase di debolezza che si trascina da diverse sedute.

Il rischio di recessione continua a condizionare l'andamento dei mercati azionari a livello globale anche se - sottolineano gli operatori - si tratta di un movimento senza strappi ribassisti e con scarsi volumi.

In particolare, sulla piazza milanese la seduta è segnata da scarsa operatività a causa del lungo ponte festivo.

Una maggiore attività è attesa la prossima settimana, particolarmente densa di appuntamenti chiave per gli investitori che intendono sistemare le proprie posizioni anche in vista della chiusura dell'anno.

In primo piano i dati sui prezzi al consumo Usa in agenda martedì, alla vigilia del termine della riunione di politica monetaria della Fed che sarà seguita, giovedì, dal meeting della Bce.

Sotto un profilo più tecnico, venerdì prossimo sarà inoltre il giorno del cosiddetto 'quadruple witching', ovvero il giorno della borsa in cui scadono i derivati (opzioni e futures) su indici e azioni.

Intorno alle 10,10 il FTSE Mib cede lo 0,32%

Tra i titoli in evidenza:

Rimbalza il comparto oil dopo la brutta seduta di ieri.ENI e TENARIS recuperano un punto percentuale circa, e SAIPEM l'1,2% dopo il calo del 3,7% della vigilia.

In una giornata debole per le utility europee ITALGAS perde circa il 2%, ENEL e TERNA oltre mezzo punto percentuale,mentre al contrario HERA prosegue il buon andamento della vigilia guadagnando lo 0,4%

In fondo al listino POSTE ITALIANE cede il 2,2% dopo che JP Morgan ha ridotto il target price a 10,8 da 11 euro.

Tra bancari generalmente deboli, MPS è in ribasso di oltre il 3% allontanandosi da quota 2 euro del prezzo di sottoscrizione dell'aumento di capitale chiuso a inizio novembre che non riesce a recuperare malgrado i diversi tentativi.

UNICREDIT perde l'1,4% mentre BPER avanza dello 0,4%.

(Andrea Mandalà, editing Francesca Piscioneri)