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Borsa Milano chiude in forte rialzo con banche, corrono Fca e Telecom

MILANO (Reuters) - MILANO, 7 febbraio (Reuters) - Il rimbalzo di Piazza Affari acquista decisamente slancio nel pomeriggio, incoraggiato anche dall'andamento positivo di Wall Street, in un contesto europeo che vede acquisti diffusi in tutti i settori.

A Milano a spingere il listino sono soprattutto i bancari, ma singoli consistenti spunti rialzisti arrivano anche da Telecom Italia e Fiat Chrysler.

** L'indice FTSE Mib chiude in rialzo del 2,86%, l'AllShare guadagna il 2,76% e lo Star il 2,97%. Volumi nel finale intorno a 3,9 miliardi di euro.

** Il benchmark europeo Stoxx 600 avanza del 2,1% e a Wall Street gli indici guadagnano tra lo 0,3 e lo 0,9%.

** TELECOM ITALIA mette a segno un progresso del 6% circa con volumi più forti della media dopo il nuovo incontro tra il ministro Carlo Calenda e l'AD del gruppo telefonico Amos Genish e le nuove dichiarazioni positive sulla separazione della rete.

** Sale del 6,8% FCA, seguita a ruota dalla controllante EXOR (+5,8%), dopo i pesanti ribassi di ieri. Il settore è in recupero in tutta Europa con +2,6%.

** Rimbalzo generalizzato dei bancari, con l'indice di settore in rialzo di oltre il 3% (+2,2% il paniere europeo). Tra i singoli titoli svetta BANCO BPM (+5,1%) in attesa dei risultati. INTESA SANPAOLO, ieri uno dei pochi titoli positivi dopo la presentazione del piano, guadagna un altro 3,4%. Fuori dal paniere principale in controtendenza CARIGE che cede il 2,4%.

** Positiva anche MEDIASET (+4,3%) che potrebbe trarre beneficio dopo che l'asta per i diritti della seria A è finita all'intermediario spagnolo Mediapro.

** Unico segno meno, seppur marginale, nel paniere principale è quello di CAMPARI che lascia sul terreno lo 0,16%.

** Tra i minori denaro su editoriali come RCS (+6,6%) e CLASS (+4,6%).

** Strappa BIOERA che chiude con un progresso dell'8,5%.

** PARMALAT cede circa il 2% dopo che il tribunale di Milano ha respinto la richiesta di risarcimento da 1,8 miliardi di euro presentata dal gruppo alimentare nei confronti di Citigrupo e di alcuni suoi dipendenti nel 2015.