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Borsa Milano peggiore in Europa dopo Bce e inflazione Usa, crollano banche, Bper -14%

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Venerdì di panico a Piazza Affari, peggiore mercato a livello europeo, affondata in particolare dai titoli bancari, mentre lo spread sul debito Italia-Germania viaggia intorno ai 235 punti, i massimi da maggio 2020.

In netto ribasso anche le altre borse europee dopo che la Bce ieri ha aperto a un rialzo dei tassi di un quarto di punto a luglio e un secondo, forse più consistente, a settembre.

Male anche gli indici a Wall Street, dopo il dato sull'inflazione a maggio salita oltre le attese, che rafforza ulteriormente la prospettiva che la Federal Reserve proceda nel ritmo delle strette sui tassi da mezzo punto percentuale.

Per un trader, sul mercato azionario e obbligazionario pesano il tono più 'hawkish' e una retorica poco chiara della banca centrale europea, che ha deluso chi si aspettava l'annuncio di uno scudo contro l'allargamento dello spread dei paesi periferici.

"A livello di calo percentuale è una seduta di panico, ma per fortuna i volumi non sono così eccessivi. Poi siamo di venerdì pomeriggio e con notizie di questo tipo, non si va a comprare, ma prevale l'offerta", osserva un trader.

Intorno alle 16,40 l'indice FTSE Mib perde il 5%, sui minimi da tre mesi. Se dovesse mantenere questa percentuale di ribasso, sarebbe la seduta peggiore dal 24 febbraio 2020 quando il Ftse Mib lasciò sul terreno il 5,43%. Volumi intorno a 2,32 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Le vendite si concentrano in particolare sulle banche, colpite dal rialzo dei rendimenti dei titoli di stato: l'indice perde l'8,4%, il doppio rispetto al ribasso che sta registrando il settore europeo.

La peggiore è BPER, che cede il 14% circa dopo aver svelato stamani il nuovo piano industriale senza riuscire a scaldare gli investitori, nonostante target di redditività e remunerazioni in linea o superiori alle attese. Il titolo ha comunque fatto meglio del settore da inizio anno e risente delle prese di profitto.

Forti ribassi anche per le big UniCredit(-8,9%), Intesa Sanpaolo (-8,15%) e Banco Bpm(-11,7%). Calo un po' più contenuto per MPS a -5,4%.

Giù anche gli assicurativi con in testa Genraliin flessione dell'8,4%.

La lettera non risparmia neanche le utility, penalizzate dall'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, come A2A, Iren e Hera in flessione di oltre il 7%.

Non c'è scampo anche per i titoli del settore energia (ENI -4,5% e SAIPEM -6,5%) e l'automotive (STELLANTIS -5,2%) in un mercato che si interroga sulla resilienza della domanda e della crescita globale in un contesto di alta inflazione e tensioni geopolitiche. Le nuove misure anti-Covid piovute su Shanghai e Pechino rafforzano i sentimenti di avversione al rischio.

(Giancarlo Navach, editing Sabina Suzzi)

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