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Borsa Milano pesante su timori recessione globale, scadenze tecniche, male Tim

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Indici in netto calo a Piazza Affari nella giornata delle scadenze tecniche. Le vendite sono partite nella notte sui mercati asiatici e proseguono oggi su quelli europei con gli investitori sempre più preoccupati dalle attese di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, mentre il mondo rischia di scivolare verso la recessione, come sottolineano la Banca mondiale e il Fondo monetario.

"Venerdì complicato nel giorno delle scadenze tecniche. Le nuove stime sull'andamento del Pil di certo non aiutano", osserva un trader.

Ieri la Banca mondiale ha detto che il mondo potrebbe essere vicino a una recessione globale alla luce del fatto che le banche centrali stanno simultaneamente aumentando i tassi per fronteggiare l'inflazione. Il Fondo monetario ha sottolineato che alcuni Paesi potrebbero finire in recessione nel 2023. Intanto Fitch ha tagliato la stima di crescita dell'Italia per il 2023 di 2,6 punti a -0,7%, la riduzione delle stime più forte dopo quella della Germania.

Intorno alle 10,10 l'indice FTSE Mib arretra dell'1,5%.

La lettera si abbatte su gran parte del listino con poche eccezioni.

Tra i titoli in evidenza:

Giù le banche protagoniste di forti rialzi nelle ultime sedute dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce la settimana scorsa che aiuta i margini degli istituti di credito. Realizzi su Unicredit che perde il 2,45%, Intesa Sanpaolo arretra dell'1,8%, Bper cede l'1,2.

Volatile Mps che arretra del 5,77% dopo che l'assemblea dei soci ha approvato l'aumento di capitale da 2,5 miliardi.

Crolla Telecom Italia penalizzata da uno studio di Barclays che ha ridotto la raccomandazione a "Underweight" e prezzo obiettivo a 0,15 euro. Il titolo cede il 5% dopo avere toccato un nuovo minimo storico a 0,1876 euro. Male anche le risparmio in flessione del 4,8%.

Pesante il settore automotive, colpito dai timori di recessione, come tutti i ciclici: Stellantis perde il 2,2%, peggio Cnh in flessione del 4,7%.

Giù anche i petroliferi, con spunti in positivo su Saipem (+1,15%).

Infine, vola Ariston Holding (+9,46%) con il mercato che ha apprezzato il valore strategico dell'acquisizione dell'intero capitale della tedesca Centrotec Climate Systems per una cifra composta da 703 milioni di euro in contanti e circa 41,42 milioni in azioni di nuova emissione.

(Giancarlo Navach, editing Claudia Cristoferi)