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Borsa: Milano in positivo, vola il greggio

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La discesa in campo di Trump nella guerra del petrolio riaccende le quotazioni del greggio e spinge i listini europei. Incrementi da record per Brent (+18,35%) e WTI (+21%) dopo che il presidente statunitense ha paventato l’ipotesi che Russia a Arabia Saudita potrebbero mettere in campo un taglio della produzione mondiale di petrolio di 10/15 milioni di barili al giorno. 

Intanto le indicazioni in arrivo dagli Stati Uniti non fanno ben sperare: il Paese occupa la prima posizione per quanto riguarda il numero di contagiati da Coronavirus ed i decessi hanno superato quota 5 mila unità. Indicazioni particolarmente preoccupanti per la prima economia oggi sono arrivate dalle nuove richieste di sussidio di disoccupazione, passate in due settimane da poco più di 200 mila a 6,65 milioni di unità. 

Sul listino di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,75% a 16.834,03 punti, Eni (+6,93%), Tenaris (+4,6%) e Saipem (+8,87%) hanno approfittato della ripresa dell’oro nero per recuperare parte del terreno perso nelle ultime settimane. 

Giornata di acquisti anche per Atlantia (+5,92%) grazie alla ripartenza delle trattative con l’esecutivo in merito alla questione delle concessioni autostradali mentre FCA (-0,6%), visto anche il recente andamento (le azioni negli ultimi tre mesi hanno perso il 52%), non ha risentito più di tanto del crollo (-85%) messo a segno nel mese di marzo dal mercato dell’auto italiano. 

Nel comparto industriale segnaliamo il -0,85% di Fincantieri che oggi ha presentato un bilancio 2019 a due facce: da un lato ci sono i risultati di Fincantieri Spa, dall’altro emerge la “notevole performance negativa” di Vard. Nella nota di presentazione del bilancio, Fincantieri ha rilevato come l’emergenza sanitaria costituisce una causa di forza maggiore nell’ambito dei contratti, “permettendo al Gruppo di modificare i programmi produttivi e le date di consegna delle navi”. “Qualora la situazione si risolvesse in tempi ragionevoli, Fincantieri ritiene che la struttura patrimoniale ed economica del Gruppo sia in grado di fare fronte agli effetti dell’emergenza”. 

Nel giorno in cui lo spread ha segnato un calo di 4 punti percentuali a 195 punti base, UniCredit ha terminato con un -1,18%, Intesa Sanpaolo ha registrato un +0,21% e l’accoppiata formata da Banco BPM e BPER ha rispettivamente messo a segno un +2,72% e un -0,81%. Tra gli assicurativi chiusura in rialzo dell’1,6% per Unipol (oggi il Cda potrebbe decidere sulla distribuzione del dividendo) e +1,94% di Generali nonostante Barclays abbia ridotto il prezzo obiettivo. (In collaborazione con money.it)