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Borsa Milano prosegue forte, fermento su UniCredit, Generali, piatta Mediobanca, giù Salini

Un uomo sale le scale dell'ingresso della Borsa di Milano

MILANO, 7 novembre (Reuters) - Piazza Affari si muove in deciso rialzo, con gli indici che ricalcano i massimi di maggio 2018, al traino in particolare delle banche, dopo l'annuncio ieri di UniCredit che ha ceduto l'intera partecipazione dell'8,4% detenuta in Mediobanca e la conseguente salita di Leonardo De Vecchio a circa il 10% in Piazzetta Cuccia. Mossa che apre nuovi scenari per Generali, di cui Mediobanca controlla il 13% del capitale. A incidere anche i risultati societari complessivamente positivi.

Fra le Banche svetta Unicredit con un balzo del 5,9% a 12,8 euro dopo i risultati del terzo trimestre poco sopra le attese, con il titolo sui massimi da fine aprile. Le azioni, partite forti, hanno esteso il rialzo nel corso della mattina dopo le dichiarazioni del Ceo Mustier che ha confermato l'obiettivo di un pay-out pari al 30% su un utile netto atteso di 4,7 miliardi. "Si tratterebbe di un monte dividendo intorno a 1,4 miliardi di euro, pari a 63 centesimi per azione", osserva un broker.

Tuttavia, la notizia più importante è stata la vendita ieri a mercati chiusi della quota in Piazzetta Cuccia al prezzo di 10,53 euro, per un corrispettivo di 785 milioni che, di fatto, ridisegna l'assetto azionario di Mediobanca. Il titolo Mediobanca registra un andamento volatile (-0,46%), incerto fra denaro e lettera, pur venendo meno l'effetto "overhang" sul titolo che viagga comunque sui massimi da luglio del 2008. Il ribasso odierno è da attribuire "alle vendite di chi ha comprato ieri a un prezzo più basso e oggi si libera di una parte", dice un trader. Secondo un altro broker, l'operazione è positiva per entrambi gli istituti: "UniCredit può adesso concentrarsi sulla presentazione del prossimo piano industriale e l'operazione è coerente con la strategia di vendita di Fineco. Inoltre Mediobanca è concorrente su alcuni fronti come il private banking".

"Mediobanca, invece, non avendo più come azionista UniCredit, potrebbe impostare qualche operazione di più ampio respiro, come le acquisizioni", aggiunge.

Forte anche Generali, che balza del 3,5% sui massimi da inizio aprile 2015, alla luce in particolare del rafforzamento di Del Vecchio nel capitale in Mediobanca che alimenta speculazioni di M&A anche cross border che possano coinvolgere il gruppo triestino.

Sul resto del comparto Creval balza del 2,8% dopo i risultati dei 9 mesi che vedono un netto triplicato.

Sul fronte dei ribassi, giù Poste Italiane in calo dell'1,6%, un calo analogo a quello di ieri dopo i conti migliori delle attese; ma il titolo è vittima di prese di profitto.

Giù anche Tod's che perde lo 0,8% dopo i risultati dei nove mesi ieri valutati in linea con le attese.

Fuori dal paniere principale, Salini Impregilo è sospesa al ribasso con il titolo che perde il 9,2% circa dopo il collocamento di nuove azioni per 600 milioni, nell'ambito dell'operazione Progetto Italia, a un prezzo fra 1,4-1,5 euro per azione, a forte sconto rispetto al prezzo di chiusura di ieri di 1,79 euro.

Infine, ribassi generalizzati per le utility e le società attive negli asset regolati, come Terna (-1,85%), Snam (-1,45%). Vendute anche A2A (-2,08%) e Iren (-2,6%).


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