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Borsa Milano prosegue incerta su banche contrastate, scivola Fca, bene Mediobanca

Un uomo cammina davanti all'ingresso della Borsa di Milano

Piazza Affari prosegue incerta fra denaro e lettera una seduta in cui gli investitori si stanno prendendo una pausa dopo la galoppata delle ultime sedute sul venir meno dei timori legati al contagio da coronavirus cinese. Ritracciano anche le banche dopo i forti rialzi a seguito delle trimestrali.

Fra i bancari Unicredit cede lo 0,9% dopo il balzo dell'8% di ieri grazie alla prospettiva di una maggiore distribuzione di liquidità agli azionisti. Decisamente meglio Banco BPM con una salita del 2% circa dopo il +4% registrato nella seduta precedente prima dei risultati resi noti a mercati chiusi, che vedono un ritorno all'utile di 797 milioni di euro, contro una perdita di 59 milioni nel 2018. Equita scrive che i risultati, in linea con le attese, mostrano un "forte miglioramento del Cet1, ma la dividend policy non è ancora generosa". Cedente BPER con una flessione dello 0,5%.

MPS sbanda dopo i risultati del quarto trimestre 2019 chiuso con una perdita netta di 1,22 miliardi a fronte di un consensus degli analisti di -1,2 miliardi. Il titolo scambia a +0,33%.

Spunti, invece, su Mediobanca in crescita dell'1,7% sulla scia dei risultati del trimestre ieri. Bene anche Credem (+1,18%) dopo i risultati sopra le attese grazie alla commissioni.

Sempre volatile Atlantia, già in recupero sul finale di seduta di ieri, che oggi sale dello 0,44% in balia delle indiscrezioni di stampa sull'eventuale revoca delle concessioni autostradali. Citigroup ha alzato la raccomandazione a "buy" da "neutral" con un prezzo obiettivo portato a 25,8 euro da 22 euro precedente.

Vendite su FCA che cede il 2% nell'ambito di un settore auto comunque debole dopo i risultati che vedono la conferma delle prospettive in vista della fusione con Peugeot. Dall'inizio dell'anno il titolo sta perdendo l'8%, penalizzato da un contesto del settore più sfidante e con "upside della fusione ignorato", scrive il broker Equita. Fidentiis (rating "Buy" sul titolo) evidenzia che "il progetto di fusione con Psa sta procedendo in linea con le attese e riteniamo che il mercato non stia ancora scontando l'alto valore delle sinergie potenziali e l'effetto di de-risking che porterà la fusione".

Trascurate le utility con A2A, in contrazione dell'1,3%, mentre è positiva Enel (+0,88%) in scia dei risultati preliminari 2019 leggermente migliori delle attese sul fronte dell'indebitamento.

Spunti, invece, sulle utility minori come Ascopiave in rialzo del 2,3% e Acsm-Agam (+1,9%) al centro del risiko fra le ex municipalizzate.

Ritracciano anche i titoli legali al petrolio con la stabilizzazione del prezzo della materia prima: Eni cede lo 0,7%, Saipem (-1,9%) e Maire Tecnimont (-1,3%).


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(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)