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Borsa Milano recupera dai minimi, pesano timori recessione, scadenze, male Tim

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta di generale storno a Piazza Affari, complici le scadenze tecniche che amplificano i movimenti sugli indici. Vendite anche sulle altre borse europee con gli investitori sempre più preoccupati dalle attese di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, mentre il mondo rischia di scivolare verso la recessione, come sottolineano la Banca mondiale e il Fondo monetario.

"Venerdì complicato nel giorno delle scadenze tecniche. Le nuove stime sull'andamento del Pil di certo non aiutano", osserva un trader.

A Wall Street i futures si muovono sui minimi da due mesi e fanno presagire un avvio negativo nel pomeriggio.

Ieri la Banca mondiale ha detto che il mondo potrebbe essere vicino a una recessione globale alla luce del fatto che le banche centrali stanno simultaneamente aumentando i tassi per fronteggiare l'inflazione. Il Fondo monetario ha sottolineato che alcuni Paesi potrebbero finire in recessione nel 2023. Intanto Fitch ha tagliato la stima di crescita dell'Italia per il 2023 di 2,6 punti a -0,7%, la riduzione delle stime più forte dopo quella della Germania.

Intorno alle 12,30 l'indice FTSE Mib arretra dello 0,88% in netto recupero dai minimi toccati nella prima parte della seduta quando l'indice è arrivato a perdere oltre il 2%. Volumi pari a poco sopra quota 1 miliardo di euro.

Tra i titoli in evidenza:

I realizzi sulle banche sono durati l'arco di alcune ore, poi sono tornati gli acquisti. Il comparto è protagonista di forti rialzi nelle ultime sedute dopo l'aumento dei tassi deciso dalla Bce la settimana scorsa che aiuta i margini degli istituti di credito. Invariata Unicredit dopo un avvio in forte ribasso, Intesa Sanpaolo arretra dello 0,45%, Bper sale dell'1,2% e Banco Bpm dello 0,3%.

Resta volatile Mps che arretra del 4,1% dopo che l'assemblea dei soci ha approvato l'aumento di capitale da 2,5 miliardi e quindi è fisiologico che chi non intende partecipare corre a uscire dal titolo.

Crolla Telecom Italia (-4,9%) penalizzata da uno studio di Barclays che ha ridotto la raccomandazione a "underweight" con prezzo obiettivo a 0,15 euro. Il titolo cede il 5% dopo avere toccato un nuovo minimo storico a 0,1876 euro. Male anche le risparmio in flessione del 5%.

Pesante il settore automotive (-1,8% il settore in Europa), colpito dai timori di recessione, come tutti i ciclici: Stellantis perde l'1,6% nonostante i positivi dati sulle immatricolazioni europei. Secondo Bestinver, "il miglioramento di Stellantis come quota di mercato europeo negli ultimi due mesi e i primi segnali di recupero del mercato europeo ad agosto sono notizie positive". Peggio Cnh in flessione del 3,3%.

Giù anche i petroliferi, con spunti in positivo su Saipem (+0,5%). Molto venduta Saras che sta lasciando sul terreno il 5,4%.

Infine, vola Ariston Holding (+11,16%) con il mercato che ha apprezzato il valore strategico dell'acquisizione dell'intero capitale della tedesca Centrotec Climate Systems per una cifra composta da 703 milioni di euro in contanti e circa 41,42 milioni in azioni di nuova emissione.

(Giancarlo Navach, editing Claudia Cristoferi)