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Borsa Milano in rialzo, positive Ferrari e banche, vendite sulle utility

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Piazza Affari è in rialzo in tarda mattinata tra borse europee miste. L'azionario recupera terreno dopo il tonfo di ieri seguito al dato sull'inflazione Usa, superiore alle attese a livello mensile, rinfrancato anche da futures sugli indici americani in rialzo.

"Sui mercati ci sono un po' di ricoperture che potremo vedere fino a venerdì in attesa di quanto deciderà la Fed la prossima settimana", osserva un trader in riferimento al meeting del 21 settembre, con attese per un rialzo da 75 a 100 punti base.

Con uno sguardo al versante europeo, gli economisti di Goldman Sachs ritengono che la stretta della Bce all'inflazione sarà necessariamente più leggera di quella della Fed.

Intorno alle 12,45 l'indice FTSE Mib sale dello 0,5% con volumi attorno ai 570 milioni di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Bene i bancari, sostenuti dalle ricoperture dopo il rialzo dei tassi Bce deciso la settimana scorsa che aiuta i margini degli istituti di credito, spiegano i trader. Unicredit e Intesa Sanpaolo guadagnano rispettivamente 2,8% e 1,2%, Bper e Banco BPM salgono di circa il 3%. In netto calo invece Banca Mps (-3%), con il titolo in balia dei timori sulle possibilità di successo dell'aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi.

Seduta tonica anche per Ferrari che guadagna 2,7% dopo la presentazione del suo primo attesissimo Suv, il Purosangue, un 12 cilindri a benzina. Secondo le stime di Banca Akros, il gruppo potrebbe vendere 1.250 unità della Purosangue a partire dal 2023 a un prezzo medio di 300.000 euro, il che implica un Ebitda aggiuntivo di circa 144 milioni.

Vendite invece sulle utilities per via del dibattito in corso legato alla tassazione sugli extra profitti. L'intenzione di limitare i ricavi dei generatori di energia elettrica low-cost e costringere le oil&gas a condividere i guadagni ottenuti in seguito all'impennata dei prezzi dell'energia, è stata confermata oggi dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

La peggiore è Hera in flessione del 3,4%, seguita da Iren (-3,2%) e A2A (-2,4%). In controtendenza, Erg guadagna 0,6%: Akros ritiene che il titolo offra ancora una buona visibilità sulla crescita dei ricavi e dell'Ebitda con disciplina finanziaria.

Italgas cede l'1,3% dopo che Credit Suisse ha tagliato il prezzo obiettivo a 5,6 euro da 5,8 euro.

(Federico Maccioni e Giancarlo Navach, editing Gianluca Semeraro)