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Borsa Milano riduce rialzo su prese profitto, strappa Mps, giù Enel

·3 minuto per la lettura

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Gli indici di Piazza Affari limano i rialzi iniziali su fisiologiche prese di profitto in una settimana tutta al galoppo e con una marcia in più rispetto alle altre borse grazie all'effetto Mario Draghi. L'Ftse Mib registra una crescita settimanale superiore al 6% quando manca un'ora alla chiusura delle contrattazioni.

A livello globale il momento è comunque positivo per tutti i mercati con Wall Street che continua a muoversi sui massimi storici anche oggi. In particolare l'S&P 500 e il Nasdaq sono ben intonati grazie alle aspettative di ripresa del ciclo economico a seguito dei pacchetti di stimolo.

Sul fronte interno, Draghi prosegue oggi e domani il giro delle consultazioni per formare un nuovo governo, che, secondo una fonte, verranno allargate alle parti sociali senza che ancora se ne conosca l'esatta tempistica.

Sull'obbligazionario lo spread del rendimento fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi stringe sotto 97 punti base.

"C'è la concreta speranza che si formi un governo guidato da una figura così forte come Draghi. In generale tutto il mercato italiano ne beneficia: in particolare i comparti più legati all'economia domestica come i finanziari, ma anche le utility e il settore industriale sulle prospettive di una ripresa dell'economia grazie all'attuazione del recovery plan che, agli occhi del mercato, affidato nelle mani di Draghi risulta più credibile", osserva il gestore Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR.

Tra i titoli in evidenza:

Bancari sempre sotto i riflettori per "l'effetto Draghi" e la discesa dello spread. A tenere banco anche la suggestione di un rilancio dell'M&A nel settore che trova conferma nelle dichiarazioni del presidente designato di UniCredit, Pier Carlo Padoan, secondo cui la crescita per linee esterne è uno degli strumenti a disposizione della banca e l'ipotesi di una fusione con Mps sarà valutata come tutte le altre. MPS guida i rialzi con un balzo del 6% circa, UNICREDIT fa +2,5%. Sotto i riflettori anche l'altra big INTESA SANPAOLO (+1,6%) che oggi ha reso noto i risultati 2020 con un utile contabile a 3,3 miliardi e un dividendo a 3,57 cent, in linea con le attese del mercato.

Forti anche BPER (+3,6%) e BANCO BPM (+3,5%).

Dopo il recente rialzo, si muove stabile oggi PIRELLI dopo che Hsbc ha tagliato il prezzo obiettivo a 4,6 euro da 5 euro precedente, mentre ieri il titolo era balzato del 5,7% sulla decisione opposta di BofA di aumentare il target price a 5,6 euro da 4,4 euro citando un outlook "bullish" sulla società.

Trascurata ENEL che cede l'1,3% dopo i risultati preliminari 2020 che vedono ricavi pari a 65 miliardi di euro, in diminuzione del 19,1% rispetto al 2019 a causa dell'effetto Covid sui consumi di energia elettrica e gas. Secondo un primario broker italiano, il dato sul debito è migliore delle attese. Il titolo del colosso dell'energia paga in questa fase l'essere una multinazionale, mentre, sottolinea un broker, gli investitori stanno puntando maggiormente su utility più locali grazie all'effetto positivo dello spread in calo, come A2A (+2,3%).

ATLANTIA (+0,8%) poco mossa dopo i risultati del 2020 con un Ebitda che scende a 3,7 miliardi e ricavi operativi a 8,2 miliardi.

CEMENTIR balza del 4,8% dopo che Kepler Cheuvreux ha portato il prezzo obiettivo a 8,9 euro da 8,4 euro precedente.

Ben raccolta anche CAMPARI in salita del 3,6%.

Piu lento il settore oil con ENI in flessione dello 0,4%