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Borsa Milano seduta volatile in attesa voto fiducia, spunti su Tim, giù Saipem

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta decisamente volatile a Piazza Affari che si muove in un saliscendi continuo a fronte dell'andamento più tranquillo degli altri mercati europei, proiettati sulle decisioni della Bce domani. A rendere nervose le borse anche i temi energetici con la Commissione Ue che propone target di riduzione dei consumi gas del 15% fino a marzo.

In Italia, l'elemento diverso riguarda la crisi di governo con l'intervento di Mario Draghi, al Senato stamani. Il premier si è detto pronto a rimanere alla guida del governo qualora i partiti che lo compongono rinnoveranno il patto di fiducia. In serata è atteso il voto di fiducia.

"Mercato volatile. In questo momento possiamo fare tutte le scommesse che vogliamo. Vediamo stasera cosa esce e cosa accadrà dopo il voto di fiducia quando emergerà chi farà parte di questo nuovo patto di fiducia", sintetizza un trader.

Intorno alle 12,45 l'indice FTSE Mib arretra dello 0,92%, ma è arrivato a perdere fino all'1%. Prima del discorso di Draghi l'indice cedeva lo 0,7% per poi recuperare terreno durante l'intervento e guadagnare fino allo 0,66%. Volumi intorno a quota 720 milioni di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Su SAIPEM resta forte la pressione in vendita con il titolo che cede il 3,1% a 0,75 euro. Da ieri è possibile negoziare i titoli ottenuti con l'esercizio dei diritti legati all'aumento di capitale da 2 miliardi di euro al prezzo di 1,013 euro. L'aumento si è concluso con un'importante intervento delle banche del consorzio e questo crea effetti di "overhang" sulle azioni azioni perché gli istituti di credito tenderanno a rimettere sul mercato le azioni ottenute.

Cambiano rotta anche le banche. In luce in particolare MPS che guadagna l'1,6%, ma in netto riduzione rispetto ai massimi toccati nel durante, mentre passano in negativo le big UNICREDIT e INTESA SP con cali fra 1,1% e 1,7% rispettivamente.

Prese di profitto sul settore energetico legato alle attività regolate, come ITALGAS (-1,2%) o TERNA (-0,7%).

Spunti su TIM ordinarie e risparmio in crescita del 2%. Si tratta di titoli trascurati dal mercato, sui minimi da marzo scorso, che tornano di interesse nell'ambito della rotazione settoriale.

AUTOGRILL cede l'1,3%, penalizzata da HSBC che ha tagliato il rating a "hold" da "buy" con target price ridotto a 6,33 euro da 8.

Infine, CELLULARLINE arretra del 5,8% e si adegua al nuovo prezzo dell'Opa volontaria di ESPRINET (+1,5%) di 3,75 euro.

(Giancarlo Navach, editing Andrea Mandalà)

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