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Borsa Milano storna, giù banche, tonfo Mps, crollano diritti Saipem

Una donna davanti alla Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta di storno a Piazza Affari, allineata agli altri mercati europei, con gli investitori oggi poco propensi a entrare sull'azionario in un clima attendista.

Incerta Wall Street che si muove in lieve rialzo quest'oggi, ma persistono i timori legati all'inflazione e al ritorno della recessione a livello globale.

Sul fronte delle materie prime, tornano a salire i prezzi del greggio con il Brent che si muove sopra i 119 dollari al barile.

Intorno alle 16,25 l'indice FTSE Mib arretra dell'1,15%. Volumi che sfiorano quota 1 miliardo di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Andamento sempre a due velocità per i titoli Saipem. Nel terzo giorno dell'aumento di capitale iperdiluitivo da 2 miliardi di euro, le azioni e i diritti sono stati più volte sospesi per eccesso di scostamento. La situazione si sta normalizzando: le ordinarie guadagnano intorno al 7,7% a 3,28 euro, mentre i diritti sprofondano del 64% a 3,4 euro. "Su Saipem il tema è sempre lo stesso: il collo di bottiglia fra il titolo ordinario che è richiesto, ma ce ne sono pochi in giro, e il diritto che scende perché gli investitori tardivi che non intendono partecipare se ne vogliono liberare, ma non riescono e tendenzialmente arriverà ad azzerarsi", osserva un trader.

In netto calo i bancari con in testa Banca Mps, già scivolata ieri (-6,9%) che perde un altro 7%, ma è arrivata a scendere anche dell'11%. A pesare sono le attese per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi, quasi cinque volte la capitalizzazione, con il mercato che teme lo stesso effetto che sta avendo su Saipem. "Una ricapitalizzazione iperdiluitiva che non lascerà scampo ai piccoli azionisti e quindi a queste condizioni, è meglio vendere", osserva un trader.

Sul resto del comparto deboli anche le big UniCredit(-1,4%) e Intesa Sanpaolo (-1,1%).

In controtendenza Banca Popolare Sondrio che cresce di oltre l'1,7% premiata dal piano strategico al 2025 sopra le attese degli analisti. "La sorpresa positiva rispetto alle nostre attese è pressoché interamente attribuibile alla generazione di ricavi, sia sul fronte del margine di interesse(sostenuto anche da una marcata crescita nell'attività di finanziamento) che sul fronte delle commissioni", scrive Equita nel daily.

Realizzi su Autogrill(-3,4%) dopo il rally di ieri.

Pesante CNH in flessione del 4%. La società ha reso noto che il conflitto Russia-Ucraina non impatterà sui ricavi annuali del gruppo.

Nel settore oil torna il denaro su ENI che cresce di oltre il 2% grazie alla forza del prezzo della materia prima.

Vista la situazione dei mercati, debutto positivo per Generalfinance a +0,85%, dopo essere salita fino al 2% in avvio di contrattazione a 7,39 euro. Si tratta della prima quotazione dell'anno su Euronext Star Milan.

(Giancarlo Navach, editing Gianluca Semeraro)

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