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Borsa Milano tenta recupero ma rimane debole, lettera su energia, balza UniCredit, giù Mps

Una donna davanti all'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - A Piazza Affari prosegue all'insegna della volatilità l'ultima seduta di agosto condizionata, su tutto il fronte europeo, dai numeri record dell'inflazione e dalle continue tensioni per la crisi energetica.

Dopo un avvio positivo e una virata in ribasso, l'indice principale della borsa milanese prova nel pomeriggio a riprendere fiato, anche grazie all'avvio positivo di Wall Street ma rimane sotto pressione per le vendite che interessano principalmente il comparto energetico e utility.

Il mercato pondera un insieme di dati macro contrastanti in ottica tassi di interesse, anche se l'attesa preponderante rimane quella di un atteggiamento aggressivo da parte delle banche centrali.

Se da un lato i dati sull'inflazione nella zona euro, in crescita ad agosto al 9,1%, sopra le attese, cementificano l'ipotesi di nuovi forti rialzi dei tassi da parte della Bce - Goldman Sachs vede un aumento di 75 pb nel meeting della prossima settimana - i segnali di raffreddamento dell'occupazione Usa vengono ben accolti dagli investitori in quanto possono allentare le pressioni sulla Fed.

In particolare, il rapporto mensile ADP sugli occupati nel settore privato Usa, tradizionali anticipatori della statistica governativa sugli occupati non agricoli in agenda venerdì e importanti in chiave Fed, ha mostrato una crescita inferiore alle attese.

Sul fronte energia, nel giorno in cui Gazprom, per la seconda volta negli ultimi due mesi, ha chiuso il gasdotto Nord Stream 1 per tre giorni, gli investitori non nascondono i timori che l'interruzione possa prolungarsi.

I movimenti sul listino stamani risentono inoltre degli aggiustamenti di portafoglio di fine mese da parte degli investitori.

Intorno alle 16,30 l'indice FTSE Mib segna un ribasso dello 0,7% circa ed è impostato per chiudere il mese di agosto con un saldo negativo di oltre il 3% dopo il rally di luglio che ha visto l'indice guadagnare il 5%. Volumi sull'azionario milanese per 1,2 miliardi di euro circa.

Tra i titoli in evidenza:

Con la pioggia di vendite sul comparto energetico, sotto pressione in tutta Europa, ENI è in calo del 4%. Scendono le quotazioni del greggio, ma ad appesantire ulteriormente il gigante petrolifero italiano è il ricalcolo del contributo straordinario per il caro bollette, salito a circa 1,4 miliardi di euro, rispetto ai 550 milioni calcolati a fine giugno.

In forte calo, oltre il 6%, SARAS e ERG, mentre tra le utility, TERNA, ITALGAS, HERA, A2A e IREN mostrano ribassi tra il 2% e il 5%.

Giù anche SAIPEM (-2,4%) che segue il settore, mentre la notizia sulle dimissioni dell'AD Francesco Caio e la sua sostituzione con Alessandro Puliti non sembra influire in modo particolare sulle performance del titolo.

Sul fronte opposto seduta positiva per bancari. Spicca UNICREDIT in testa al FTSE Mib a +4,2% dopo il via libera della Bce alla seconda tranche del programma di buyback fino a 1 miliardo di euro.

Staccate più indietro BPER (+0,2%) e BANCO BPM (+0,7%) mentre non riesce a risalire la china MPS in calo del 5% in una seduta ad alta volatilità. Il titolo dell'istituto senese è sempre penalizzato dall'incertezza attorno al prossimo aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi, nonostante abbia cercato di recuperare terreno in scia alle raccomandazioni dei proxy advisor agli azionisti di votare a favore della ricapitalizzazione.

Un'altra buona seduta per il digital payment con NEXI che avanza del 2%, in buona compagnia con la concorrente francese Worldline.

Tra gli altri principali spunti delle giornata BRUNELLO CUCINELLI perde il 4% circa nonostante i buoni risultati pubblicati ieri e la conferma dell'outlook. I risultati in linea alle attese e le elevate valutazione del titolo rispetto al settore hanno fatto scattare prese di profitto, spiega un trader.

(Andrea Mandalà, editing Stefano Bernabei)