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In borsa per una volta Davide batte Golia

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Le 50 società più shortate negli Stati Uniti, guadagnano da inizio anno quasi il 40%. Il resto del listino ristagna, come da previsioni. Il consolidamento dovrebbe esaurirsi, a favore di una ben prevedibile - per durata e profondità - nuova gamba di rialzo.

Il test dei supporti ma soprattutto un’ampiezza di mercato nel breve periodo compressa ai minimi termini, favoriscono una prevedibile reazione a Piazza Affari. Dato il contesto di fondo, però, è legittimo dubitare della solidità di questo rally: correttivo, fino a prova contraria.

Allargando la visuale, la persistente compressione del rischio di credito della repubblica italiana, e la condizione altrettanto estrema dell’ampiezza di mercato di lungo periodo (TRIN a 50 giorni), invitano alla cautela; e a propendere per un più probabile trading range, destinato ad estendersi nelle settimane a venire: a meno di un convincente superamento dei 23000 punti sull’indice FTSE MIB, i giochi per il momento sarebbero fatti per Piazza Affari.

Discorso diverso per gli altri mercati di riferimento. Lo Stoxx600 ha difeso meglio lo sfondamento dell’ultima resistenza fra 399 e 404 punti, ed appare ben attrezzato per ambire al conseguimento di nuovi massimi storici. Idem dicasi per gli indici MSCI delle borse mondiali: anche nelle versioni equi-ponderate; in cui cioè lo strapotere delle azioni americane è diluito.

A proposito: Wall Street e dintorni dimostra una notevole fibra, resistendo alle aspettative – sempre valide – di consolidamento, prima di una nuova zampata verso l’alto. Merito della forsennata opera di ricoperture degli short da parte delle mani forti, in ciò costretti dall’operato del pubblico retail. Per certi aspetti, è una riedizione della clamorosa affermazione del Davide biblico contro Golia.

In effetti, scomponendo in decili le società del Russell3000 per Short Interest, si rileva come l’unico decile ieri sera in guadagno sia stato quello delle 300 società dallo scoperto più consistente: +2.08%. Tutti gli altri ieri sera hanno perso terreno. Da inizio anno il decile delle azioni più ferocemente vendute ha portato a casa finora un guadagno del 26.9%.

Si tratta dunque dell’unico game in town. Secondo l’indice Goldman Sachs delle 50 azioni americane più shortate (ticker Bloomberg: GSCBMSAL), da inizio anno la performance sfiora il 40%. I giornali accusano gli investitori che affollano le bacheche virtuali di fare carne da macello dei Big Boys di Wall Street. Peccato che negli anni passati non abbiano mai lanciato strali analoghi in direzione opposta.

Tornando alla tendenza di mercato, il Rapporto Giornaliero di oggi ripropone la proiezione suggerita a novembre dopo il rilevato exploit di Up Volume. Ad evidenza, lo S&P500 sta ricalcando in modo spettacolare quanto suggerito a suo tempo, e ciò corrobora la previsione formulata per i prossimi mesi. Il rapporto segnala il supporto in prossimità del quale comprare, con ottica a quattro mesi.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online