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Borsa: Piazza Affari chiude piatta, Mps vola

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Ultima seduta della settimana all’insegna della prudenza per le borse europee in generale e per Piazza Affari in particolare. La direzionalità dei mercati non è stata agevolata dalle indicazioni arrivate dai dati macro: per quanto riguarda il nostro Paese, a novembre la produzione industriale ha messo a segno un rialzo dello 0,1% mensile, poco distante dalla variazione nulla stimata dagli analisti, mentre il tasso di disoccupazione statunitense si è confermato ai minimi degli ultimi 50 anni al 3,5%. 

Leggermente sotto le stime il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls) pari a 145 mila unità a dicembre (+256 mila a novembre). Il rallentamento, inevitabile alla luce del fatto che a novembre il dato era stato spinto dalla fine dello sciopero dei 40 mila lavoratori degli impianti General Motors, porta il dato complessivo 2019 a 2,11 milioni posti di lavoro, pari a +176 mila buste paga mensili. Il dato inferiore ai +2,7 milioni di posti di lavoro del 2018, è il minore dal 2011. 

Anche in questo caso il rallentamento è del tutto fisiologico visto che, con quello che si è appena concluso, sono 9 gli anni consecutivi in cui le buste paga statunitensi registrano un incremento di almeno 2 milioni di unità annue. 

Come detto, il paniere principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, ha terminato piatto a 24.021,40 punti (+0,02%). La storia del giorno è sicuramente rappresentata da Nexi (-2,15%), in forte calo dopo la notizia che i fondi di private equity che controllano la società attiva nei sistemi di pagamento hanno collocato il 7,7% del capitale a 11,6 euro per azione (oggi il titolo ha terminato a 12,118 euro). Al momento Mercury Uk, il veicolo dei fondi Bain Capital, Clessidra e Advent, mantiene una partecipazione di maggioranza (52,4%). 

Nel comparto bancario segnaliamo il -0,87% di UniCredit, il -0,72% di Intesa Sanpaolo e il -1,2% di Banco BPM, sotto i riflettori in attesa di novità dal fronte governance. Andamento contrastato per BPER (+0,09%) e Ubi Banca (-1,29%) che, secondo indiscrezioni, avrebbero iniziato le valutazioni in vista di un possibile matrimonio. Fuori dal listino principale spicca il balzo di Mps (+19,69%) dopo che l’agenzia Moody’s ha rivisto l’outlook da negativo a positivo. 

Massimi storici per Ferrari (+2,13%) e Snam (+1,49%, Bank of America ha annunciato di aver rivisto la valutazione da "underperform" a "buy"). Denaro anche su Italgas (+1,42%), su cui BofA ha alzato il giudizio a "buy" da "neutral". (In collaborazione con money.it)