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Borsa: Piazza Affari fallisce il rimbalzo

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

L’ultima seduta della settimana, e del mese, si chiude in negativo per la borsa di Milano. Dopo una prima parte con il segno più, il paniere principale del listino di Milano, il Ftse Mib, ha terminato a 19.091,93 punti, -0,71% rispetto al dato precedente. Tra le cause possiamo annoverare la pubblicazione di dati macro che hanno evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, il difficile momento delle economie globali (il Pil italiano nel secondo trimestre è sceso del 12,4% congiunturale e del 17,3% annuo) e l’avvio delle contrattazioni a Wall Street, dove, eccezion fatta per il Nasdaq, gli indici quotano in rosso.

A Milano due velocità per Intesa Sanpaolo e UBI Banca (-1,6% e +4,41% rispettivamente) dopo che la prima ha raggiunto il 90,206% del capitale di quest’ultima. Giornata negativa per UniCredit (-1,25%), di poco sotto la parità Banco BPM (-0,39%) e +0,41% di Mediobanca. Denaro anche su Poste Italiane (+1,87%), che ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 239 milioni di euro, -26% tendenziale ma meglio delle aspettative.

Sul completo, segno più per Cattolica Assicurazioni (+0,59%) in scia dell’ok dell’assemblea alla trasformazione in società per azioni (si tratta di un passaggio propedeutico nell’ambito dell’accordo con Generali, -1,17%).

Vendite su Fiat Chrysler (-2%) nonostante la perdita netta di 1 miliardo di euro sia risultata migliore delle stime. A fare peggio del mercato è stato il giro d’affari che, stimato a 13,9 miliardi, è sceso di 56 punti percentuali a 11,7 miliardi. La società ha detto di attendersi "una performance forte" nel secondo semestre del 2020. Ultima seduta della settimana negativa per Eni (-3,54%) che ha presentato risultati del trimestre fortemente penalizzati dal calo del Brent. Rialzo di due punti percentuali dello spread a 154 punti base (In collaborazione con money.it)