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Borsa Tokyo +1,55%, Hong Kong +2,5% nonostante Pmi manifatturiero Cina più debole

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

L'indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1,55% a 28.091,05. Sessione positiva per l'azionario asiatico, nonostante l'indebolimento dell'indice Pmi manifatturiero cinese nel mese di gennaio. La borsa di Shanghai avanza dello 0,51%, Hong Kong balza del 2,46%, Sidney +0,83%, Seoul +2,41%. Nel mese di gennaio l'indice Pmi manifatturiero della Cina si è attestato a 51,3 punti, lievemente al di sotto dei 51,5 punti attesi e a un valore inferiore rispetto ai precedenti 51,9 punti. Il Pmi non manifatturiero è rallentato a 52,4 punti, dai precedenti 55,7 punti, facendo peggio dei 55 punti attesi. Il Pmi Composite è sceso così dai 55,1 di dicembre a quota 52,8 punti. I dati, pur se in rallentamento rispetto a dicembre, rimangono al di sopra della soglia di 50 punti (linea di demarcazione tra fase di contrazione dell'attività economica - valori al di sotto - e fase di espansione - valori al di sopra). Futures Usa positivi, dopo l'ondata di sell off che si è riversata su Wall Street lo scorso venerdì. Lo S&P è sceso di 73,17 punti (-1,93%), a 3.714,21. Il NASDAQ ha perso -266,46 punti (-2%), a 13.070,65, mentre il Dow Jones Industrial average è capitolato di 622,78 punti (-2,04%), a 29.980,56 punti. Tutti e tre gli indici azionari Usa hanno chiuso la settimana peggiore ma anche il mese peggiore dallo scorso ottobre. Al momento, i futures sul Dow Jones avanzano di 111 punti, a 29.990; quelli sullo S&P 500 salgono dello 0,43% a 3.721 circa, mentre quelli sul Nasdaq mettono a segno un rialzo dello 0,39% a 12.960. Intanto l'armata degli investitori retail che ha lanciato dal forum Reddit un attacco rialzista contro le scommesse short degli hedge fund su titoli come GameStop, AMC Entertainment e altri, ha preso di mira anche l'industria dei metalli, in particolare l'argento. Il fenomeno short squeeze contagia così i futures sull'argento, che sono balzati nelle ultime ore fino a +8% a $28,50 l'oncia circa, riportando la variazione più forte da almeno il 2013. Al momento i contratti stanno salendo del 6,8%, alimentando il rialzo dei titoli, in particolare, dei colossi dell'estrazione quotati alla borsa di Sidney: Argent Minerals è schizzata di oltre +40% mentre Adriatic Metals è balzata di circa il 14%.