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Borsa Tokyo brinda al Pmi cinese con +2%, in Asia focus su guerra Trump a TikTok e a tonfo utili HSBC

Laura Naka Antonelli
·3 minuto per la lettura

L'indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo del 2,24% a 22.195,38 grazie al dato cinese relativo al Pmi manifatturiero, risultato migliore delle attese. Lo Shanghai Composite avanza dell'1,30%, male Hong Kong con -0,72%. Sidney piatta, Seoul +0,16%. Carrellata di dati macro in Asia. Market mover è sicuramente il Pmi manifatturiero della Cina stilato da Caixin-Markit, per l'appunto, salito a luglio a 52,8 punti, decisamente meglio dei 51,2 punti attesi dal consensus e a conferma della fase di espansione dell'attività economica cinese, in quanto superiore ai 50 punti, linea di demarcazione tra fase di espansione (valori al di sopra) e di contrazione (valori al di sotto). L'indice è inoltre migliorato dai 51,2 punti di giugno. Markit rileva come i sottoindici dell'output e dei nuovi ordini abbiano testato i massimi dal gennaio del 2011, grazie al fatto che il coronavirus è in gran parte sotto controllo nel paese. Il dato sostiene il sentiment in Asia e nella stessa borsa di Tokyo, che non ha invece grandi motivi di brindare alle notizie di casa propria, tutt'altro. La lettura finale del Pmi manifatturiero del Giappone stilato da Jibun-Markit indica infatti che il dato si è attestato a luglio a 45,2 punti, meglio dei 42,6 punti indicati dalla lettura preliminare, ma ancora in fase di contrazione. E, di fatto, Markit commenta il dato, sottolineato che "il settore manifatturiero del Giappone rimane gravemente colpito dalla pandemia COVID-19 e dalla conseguente crisi delle condizioni economiche mondiali". Il governo giapponese ha reso nota oggi anche la revisione del Pil del primo trimestre, che conferma la fase contrazione, al ritmo annualizzato pari a -2,2% in termini reali. Nessuna sorpresa, in attesa del Pil del secondo trimestre che, secondo le proiezioni degli analisti, dovrebbe essere crollato in Giappone al ritmo annualizzato del 26,3%, soffrendo così la peggiore contrazione del Dopoguerra, a causa degli effetti sull'economia della pandemia da coronavirus COVID-19. Buone invece le indicazioni dall'Australia, con la lettura finale del Pmi manifatturiero stilato da CBA-Markit che ha indicato per il mese di luglio un valore a 54 punti, in rialzo rispetto ai 53,4 punti del dato preliminare e al di sopra rispetto ai 51,2 punti di giugno. Sullo sfondo le continue tensioni tra gli Stati e la Cina, dopo che il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha reso noto ieri che il presidente Donald Trump è pronto ad annunciare "nei prossimi giorni" nuove restrizioni contro alcune società cinesi, considerate dalla sua amministrazione un rischio alla sicurezza. Nelle ultime ore, Trump si è accanito in particolare contro TikTok, il social cinese tra i più amati dai giovani di tutto il mondo. TikTok è tra l'altro nel mirino di Microsoft, che sta trattando con la cinese ByteDance, a cui fa capo il social, per la sua acquisizione. Citando fonti vicine al dossier, Reuters riporta che Trump avrebbe dato a ByteDance 45 giorni di tempo per vendere TikTok a Microsoft. Dal canto suo il ceo di Microsoft, Satya Nadella, ha rassicurato Trump, inizialmente contrario al deal. La borsa di Hong Kong fa i conti con i pessimi risultati di bilancio del colosso bancario HSBC, che ha riportato un tonfo degli utili al lordo delle tasse, nei primi sei mesi del 2020, pari a -65%.