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Borsa Usa, Dow Jones cede 2.000 punti dopo shock petrolio

Operatori a Wall Street a lavoro a New York

(Reuters) - I principali indici di Wall Street registrano pesanti perdite, con il Dow Jones arrivato a cedere 2.000 punti sulla scia del tonfo del 22% del greggio e della rapida diffusione del coronavirus, che hanno alimentato i timori di una recessione globale.

Alle 16,05 italiane, l'indice Dow Jones perde 1.679,43 punti, o il 6,49%, a 24.185,35, mentre l'indice S&P 500 cede 182,73 punti, o il 6,35%, a 2.783,59. L'indice Nasdaq scambia in ribasso di 503,68 punti, o del 5,81%, a 8.077,81.

Gli scambi nelle borse statunitensi sono stati sospesi immediatamente dopo l'apertura, con l'S&P 500 che è precipitato del 7%, ai minimi da giugno 2019, innescando uno stop automatico agli scambi di 15 minuti, manovra adottata dopo la crisi finanziaria del 2008-09.

Il settore energetico precipita del 15,3% ai minimi da agosto 2004 e i prezzi del greggio sono diretti verso la peggiore sessione in 30 anni, dopo che l'Arabia Saudita ha deciso di aumentare significativamente la sua produzione di petrolio in seguito al fallimento dell'accordo Opec con la Russia per il taglio all'offerta di greggio.

L'indice di volatilità, sospeso per la prima mezz'ora della seduta, balza ai massimi dalla crisi finanziaria del 2008, mentre il Nasdaq è diretto verso la peggiore perdita percentuale giornaliera dal 2011.

Le major petrolifere Chevron e Exxon Mobil zavorrano il Dow.

Il rendimento dei titoli a 10 anni del Tesoro Usa è indirizzato verso il maggior calo giornaliero in quasi un decennio, trascinando il settore finanziario, sensibile ai tassi, in ribasso del 7,9%.

Gli investitori ora prevedono che la Federal Reserve taglierà i tassi d'interesse per la seconda volta questo mese in occasione dell'incontro della prossima settimana.


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