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Borsa Usa in pausa dopo rally, pesano energia e tech

di Arjun Panchadar
Cartello stradale di Wall Street a New York.

di Arjun Panchadar

(Reuters) - L'azionario Usa ritraccia dai massimi record nella sessione di oggi, interrompendo un rally alimentato dai segnali di progressi nei colloqui commerciali tra Washington e Pechino e da una stagione delle trimestrali complessivamente positiva.

A pesare maggiormente sull'indice di riferimento e sul Nasdaq le perdite dei colossi tech Microsoft e Facebook.

Il settore energetico dell'S&P 500 cede lo 0,39% sulla scia del calo dei prezzi del petrolio a causa di un accumulo delle scorte Usa e di deboli dati economici relativi alla zona euro.

L'attenzione degli investitori rimane puntata su ulteriori segnali di progresso nell'ambito delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, sulla scia delle ultime indiscrezioni secondo cui le due controparti starebbero ancora elaborando i dettagli di un accordo di "fase uno" che potrebbe essere firmato nel corso del mese.

I trader guardano anche con attenzione i dati per poter valutare i contraccolpi della controversia commerciale sull'economia interna. Mista una nuova serie di indicatori diffusi questa settimana, con l'indice dei servizi Ism che mostra una lettura superiore alle attese, ma la produttività non agricola in contrazione.

La stagione degli utili del terzo trimestre continua a riservare sorprese positive, con la maggior parte delle società dell'S&P 500 che ha battuto le aspettative degli analisti sugli utili.

Intorno alle 17,15 italiane, il Dow Jones cede lo 0,02%, l'S&P 500 è a -0,04% e il Nasdaq Composite arretra dello 0,43%.

L'assicuratore sanitario Humana avanza del 2,4% dopo aver registrato un utile trimestrale superiore alle stime sull'incremento delle vendite dei programmi Medicare Advantage.

La catena di farmacie CVS Health guadagna a sua volta il 4,8% dopo aver registrato un utile trimestrale superiore alle aspettative.

Capri Holdings segna invece una flessione dell'1,4% dopo aver mancato le stime sugli utili, con le proteste a Hong Kong e la reazione negativa dei consumatori cinesi a una maglietta Versace "erroneamente etichettata" a incidere sulle vendite del marchio del lusso di proprietà del gruppo.

Match Group, proprietario di Tinder, crolla del 6,5% dopo aver previsto ricavi del quarto trimestre inferiori alle stime a fronte della concorrenza agguerrita di altri servizi di incontri online.


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