Borsa Wall Street: fase di consolidamento

Seduta moderatamente positiva per il Nasdaq C., che chiude a 2977 (+0,33%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 2600 ed esauritasi nel picco del 27.03 a 3134, nel bimestre aprilemaggio l’indice subisce un movimento correttivo, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 2727 (-13% dai massimi). Dai minimi di inizio giugno un forte rally porta le quotazioni sopra i picchi di fine marzo a 3135, facendo registrare nuovi massimi per l’anno (max 3197 il 21.09). È quindi iniziato un movimento correttivo che ha portato l’indice al di sotto del forte supporto a ridosso di quota 3000, rompendo in accelerazione prima il supporto a 2950 e quindi anche l’area 2870 2900 (min 2811 il 16.11; -12,07% dai max del 21.09).

Per le prossime sedute. Per non negare il tentativo di rimbalzo in atto occorre un consolidamento al di sopra di 2885-2900. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 3000/35 il quadro tecnico più ampio rimane comunque fragile, con una possibile ripresa delle vendite: un primo segnale si avrebbe su ridiscese sotto 2850 (prematuro), con conferma alla perforazione del supporto in area 2795-2810, con obiettivo i minimi di inizio giugno a ridosso di 2725. L’indice tecnologico mantiene una leggera sovraperformance rispetto al resto del mercato. Volatilità implicita Vxn: 16,81, in rialzo. Dopo una discesa a toccare nuovi minimi per l’anno il 17.08 a 13,94 (in corrispondenza dei livelli del dicembre 2006, precedenti allo scoppio della crisi finanziaria), il Vxn ha ripreso a salire, con un picco il 24.10 a 21,67. Il Vxn è quindi ridisceso fino ad un minimo a 15,53 il 23.11. Il quadro rimane tranquillo finché le quotazioni stazionano al di sotto di quota 20 (res. Intermedia a 18); supporto a 15,50. Nuove tensioni sopra 20, con conferma sopra 21,70-22 (prematuro).

, Seduta moderatamente negativa per il Dow Jones Ind., che chiude a 12967 (-0,33%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 12200 ed esauritasi nel picco del 1° maggio a 13339, l’indice subisce un movimento correttivo, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 12035 (-9,8% dai massimi). Dai minimi di inizio giugno un forte rally porta le quotazioni a registrare nuovi massimi per l’anno (13653 il 14.09, marginalmente superato il 05.10, max 13662). È quindi iniziato un movimento correttivo che ha portato l’indice a rompere il forte supporto in area 12950-13000 spingendosi al test del supporto a 12500 (minimo 12471 il 16.11; -8,72% dai max del 05.10).

Per le prossime sedute. Per non negare il tentativo di rimbalzo in atto – che incontra comunque una valida resistenza a 13000 (in fase di test) – occorre un consolidamento al di sopra di 12700/800. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 13200/300 il quadro tecnico più ampio rimane comunque fragile, con una possibile ripresa delle vendite: un primo segnale si avrebbe su ridiscese sotto 12700, con conferma alla perforazione di 12500 (prematuro), con obiettivo i minimi di inizio giugno a ridosso di 12000.

Seduta moderatamente negativa per l’S&P500, che chiude a 1406 (-0,20%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 1260 ed esauritasi nel picco del 02.04 a 1422 – ritestato il 1° maggio (max 1415) – l’indice subisce una correzione, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 1267 (-10,9% dai massimi). Dai minimi di inizio giugno un forte rally porta le quotazioni a registrare nuovi massimi per l’anno, al test della resistenza a 1470 (max 1475 il 14.09, 1471 il 05.10). È quindi iniziato un movimento correttivo che ha portato l’indice al test del supporto critico in area 1340/70 (minimo 1343 il 16.11; -8,95% dai max del 14.09).

, Per le prossime sedute. Per non negare il tentativo di rimbalzo in atto – che incontra comunque una valida resistenza in area 1400/10 (in fase di test) – occorre un consolidamento al di sopra di 1390. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 1435 il quadro tecnico più ampio rimane comunque fragile, con una possibile ripresa delle vendite: un primo segnale si avrebbe su ridiscese sotto 1365 (prematuro), con conferma alla perforazione di 1340, con obiettivo 1295 e quindi dei minimi di inizio giugno a ridosso di 1265.

Volatilità implicita Vix: 15,50, in rialzo. Dopo una discesa a toccare nuovi minimi per l’anno il 17.08 a ridosso di 13,32, il Vix ha ripreso a salire, con un picco il 23.10 a 19,65. La ridiscesa sotto 16,05 fornisce un segnale distensivo (conferma sotto 14,90). Nuove tensioni sopra 18, con conferma sopra 19,65 (prematuro).

Seduta negativa per il DJEuroStoxx50, che chiude a 2543 (-0,55%).

Dai minimi di fine novembre 2011 a 2065 è iniziato un forte rally che ha portato l’indice al test della resistenza critica a 2610 (max 2611 il 16.03), in corrispondenza dei livelli di fine luglio 2011 dove era partito il sell-off della scorsa estate. L’incapacità di superare 2610 provoca un ampio movimento correttivo esauritosi nel minimo del 1° giugno a 2050. Il rally partito dai minimi di inizio giugno ha condotto le quotazioni al test dei massimi del 16 marzo a ridosso di 2610 (max 2605 il 14.09), senza riuscire a superarli. È quindi iniziato uno storno a testare il supporto a ridosso di 2450 (min. 2440 l’11.10), seguito da una risalita verso 2580 e quindi da un movimento laterale sotto tale livello, con un nuovo tentativo di rottura dei minimi il 16.11 (min 2427), seguito però da una veloce risalita sopra 2515 Per le prossime sedute.. Un consolidamento sopra 2515 farebbe diminuire il rischio ribassista; il tono tornerebbe moderatamente positivo al superamento di 2550/60 (in fase di test) ma solo il superamento della resistenza critica a 2610 (poco probabile) fornirebbe un segnale rialzista convincente per i mesi a venire. Per non negare il tentativo di stabilizzazione in atto, eventuali ridiscese devono comunque mantenersi al di sopra di 2460, pena una ridiscesa a testare nuovamente i minimi con elevata probabilità di romperli. In tal caso si avrebbe un segnale ribassista anche per le settimane a venire, con possibili accelerazioni verso quota 2400, poi 2365 e quindi, a tendere, il forte supporto a 2260. Dopo molti mesi di forte sottoperformance nei confronti degli Usa (ad eccezione della Germania), da fine luglio l’area euro ha messo a segno un buon recupero in termini di forza relativa, accentuato dal recente peggioramento degli Usa. Tale segnale necessita però di conferma, anche in termini di riduzione della persistente forte disomogeneità infra-area.

, A cura di Maurizio Milano dell'Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella Si prega di leggere il Disclaimer Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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