Borsa Wall Street: tentativo di rimbalzo negli Usa

Seduta moderatamente positiva per il Nasdaq C., che chiude a 3012 (+0,41%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 2600 ed esauritasi nel picco del 27.03 a 3134, nel bimestre aprilemaggio l’indice subisce un movimento correttivo, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 2727 (-13% dai massimi).

Per le prossime sedute. Il rally in essere dai minimi di inizio giugno ha condotto le quotazioni sopra i picchi di fine marzo a 3135, facendo registrare nuovi massimi per l’anno (max 3197 il 21.09). È quindi iniziato un movimento correttivo che ha riportato l’indice a rompere il forte supporto a ridosso di quota 3000 (min 2961 il 26.10), fornendo così un segnale di debolezza. Eventuali rimbalzi incontrano una resistenza a 3065, ma il quadro migliorerebbe solo su pronte risalite al di sopra della resistenza in area 3090/110 (poco probabile). La perforazione di 3000, con conferma al di sotto di 2950, fornirebbe un segnale negativo anche per le settimane a venire, con primo obiettivo importante il forte supporto in area 2870-2900 e quindi i minimi di inizio giugno a ridosso di 2725. Per un nuovo impulso rialzista occorre una risalita sopra 3155 (improbabile), e solo il superamento di 3200 darebbe un segnale rialzista convincente per le settimane a venire. Prosegue la riduzione della sovraperformance dell’indice tecnologico rispetto al resto del mercato.

Volatilità implicita Vxn: 19,10, in calo. La volatilità ha toccato nuovi min. per l’anno il 17.08 (min 13,94), in corrispondenza dei livelli del dicembre 2006, precedenti allo scoppio della crisi finanziaria. Da metà ottobre ha ripreso a salire, con un picco il 24.10 a 21,67 per poi ridiscendere verso 17,90. Per un primo segnale distensivo sono necessarie chiusure sotto tale livello (prematuro), con conferma sotto 17,50. Nuove tensioni sopra 21,70-22 con peggioramento su risalite sopra 23,25 (prematuro), con prima resistenza 25.

, Seduta positiva per il Dow Jones Ind., che chiude a 13246 (+1,02%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 12200 ed esauritasi nel picco del 1° maggio a 13339, l’indice subisce un movimento correttivo, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 12035 (-9,8% dai massimi).

Per le prossime sedute. Il rally in essere dai minimi di inizio giugno ha condotto le quotazioni a registrare nuovi massimi per l’anno (13653 il 14.09, marginalmente superato il 05.10, max 13662). Le quotazioni sono quindi ripiegate spingendosi verso il supporto a quota 13000 (min a ridosso di 13040 il 25-26 ottobre e il 05.11), fornendo così un segnale di debolezza. Eventuali rimbalzi incontrano una resistenza in area 13350/400 ma il quadro tornerebbe rialzista solo su pronte risalite al di sopra di 13550 (poco probabile), per un nuovo test dei massimi in area 13650/660. La perforazione del supporto in area 12950-13000, con conferma al di sotto di 12715/850, fornirebbe un segnale ribassista anche per le settimane a venire, con obiettivo 12500 e quindi i minimi di inizio giugno a ridosso di 12000.

Seduta positiva per l’S&P500, che chiude a 1428 (+0,79%).

Dopo un avvio d’anno in forte rialzo, con una salita partita da 1260 ed esauritasi nel picco del 02.04 a 1422 – ritestato il 1° maggio (max 1415) – l’indice subisce una correzione, con una discesa conclusasi nel minimo del 4 giugno a 1267 (-10,9% dai massimi).

Per le prossime sedute. Il rally in essere dai minimi di inizio giugno ha ricondotto le quotazioni a registrare nuovi massimi per l’anno portando l’indice al test della resistenza a 1470 (max 1475 il 14.09, 1471 il 05.10), dove sono scattate prese di beneficio. Le quotazioni sono ripiegate verso quota 1400 (min 1403 il 26.10), fornendo così un segnale di debolezza.

, Eventuali rimbalzi incontrano una resistenza a 1440 ma il quadro tornerebbe rialzista solo su pronte risalite al di sopra di 1465 (poco probabile), per un nuovo test dei massimi a 1475. La rottura del forte supporto in area 1390-1400 fornirebbe un segnale ribassista anche per le settimane a venire, con primo obiettivo importante il supporto critico in area 1340/70, sotto cui si riproporrebbe il test dei minimi di inizio giugno a ridosso di 1265.

Volatilità implicita Vix: 17,58, in calo. Le quotazioni sono ridiscese verso i minimi dell’anno, toccati il 17.08 a ridosso di 13,32. Da metà ottobre il Vix ha ripreso a salire, con un picco il 23.10 a 19,65, per poi ridiscendere verso 16,05. Per un primo segnale distensivo sono necessarie chiusure sotto 16,05/60 (prematuro), con conferma sotto 14,90. Nuove tensioni sopra 19,65, forti sopra 21,00/35 (prematuro), con prima resistenza 23,50.

Seduta positiva per il DJEuroStoxx50, che chiude a 2536 (+0,71%).

Dai minimi di fine novembre 2011 a 2065 è iniziato un forte rally che ha portato l’indice al test della resistenza critica a 2610 (max 2611 il 16.03), in corrispondenza dei livelli di fine luglio 2011 dove era partito il sell-off della scorsa estate. L’incapacità di superare 2610 provoca un ampio movimento correttivo esauritosi nel minimo del 1° giugno a 2050.

Per le prossime sedute. Il rally partito dai minimi di inizio giugno ha condotto le quotazioni al test dei massimi del 16 marzo a ridosso di 2610 (max 2605 il 14.09), senza riuscire a superarli. È quindi iniziato uno storno a testare il supporto a ridosso di 2450 (min. 2440 l’11.10), seguito da una risalita verso 2580 e quindi da un movimento laterale sotto tale livello e sopra 2460. Per una rinnovata positività occorre una pronta risalita sopra 2550/60 (in fase di test) ma solo il superamento della resistenza critica a 2610 (prematuro) fornirebbe un segnale rialzista convincente per i mesi a venire, con primo obiettivo importante 2700/35. Il quadro peggiorerebbe alla perforazione di 2440/50, con primo obiettivo il forte supporto a ridosso di 2400 ed estensioni verso il supporto critico a 2365, sotto cui (prematuro) si avrebbe un forte segnale ribassista per le settimane ed i mesi a venire. Dopo molti mesi di forte sottoperformance nei confronti degli Usa (ad eccezione della Germania), da fine luglio l’area euro ha messo a segno un buon recupero in termini di forza relativa, accentuato dal recente peggioramento degli Usa. Tale segnale necessita però di conferma, anche in termini di ulteriore riduzione della persistente forte disomogeneità infra-area.

, A cura di Maurizio Milano dell'Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella Si prega di leggere il Disclaimer Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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