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Borse Asia orfane di Tokyo, balzo di Hong Kong con Geely +6%. Singapore lancia allarme coronavirus su turismo

Laura Naka Antonelli

Sentiment positivo sui mercati dell'area Asia-Pacifico, orfani oggi della borsa di Tokyo. Lo Shanghai Composite sale dello 0,70% circa, Hong Kong fa +1,44%, Sidney +0,61%, Seoul +1,04%. Spicca il rialzo dell'indice Hang Seng di Hong Kong, con Tencent +1,7% e le quotazioni del produttore cinese di auto Geely in rally di oltre +6%, dopo che il gruppo ha annunciato trattative volte a rafforzare la sua alleanza con Volvo. In generale, l'indice azionario MSCI Asia ex Japan sta segnando un progresso dello 0,95%.

Cresce intanto il bilancio delle vittime del coronavirus in Cina. Le autorità di Pechino hanno reso noto che il numero dei morti è salito a 1.016, e che i casi confermati di persone infettate sono 42.638.

Notizie positive arrivano per Apple e Tesla, sebbene sfornite di dettagli. Foxconn, il colosso taiwanese principale rifornitore di Apple, che in diverse fabbriche cinesi assembla gli iPhone della società americana, potrà riprendere le attività nel suo impianto principale, situato nell'area di Shenzhen.

Le informazioni sono frammentarie, si parla del 10% dei dipendenti che sarebbe tornato nella fabbrica di Shenzhen, ma che per ora non avrebbe ricevuto ancora il via libera per la ripresa delle attività.

Tesla ha dal canto suo annunciato che la produzione nell'impianto di Shanghai riprenderà nella giornata di oggi. La notizia ha messo il turbo alle quotazioni di Tesla nella sessione della vigilia, con il titolo balzato fino a +9%.

Mentre ovunque si cerca di capire quali saranno le conseguenze del coronavirus sull'economia cinese in particolare e su quella globale in generale, la Commissione nazionale del turismo di Singapore rende noto di prevedere un calo dei turisti nel 2020, a causa del coronavirus, tra il 25% e il 30%. In particolare, il numero uno della Commissione Keith Tan ha affermato che il settore del turismo di Singapore sta "facendo fronte alla sfida più grande dalla SARS del 2003", rassicurando tuttavia sul fatto che ora il paese è più preparato a far fronte a situazioni simili di emergenza.