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Borse Asia in rialzo grazie a dato Cina, ma Tokyo giù. Dow Jones chiude trimestre migliore da 1987

Laura Naka Antonelli

Borse asiatiche positive, con gli investitori che guardano al dato relativo al Pmi manifatturiero della Cina stilato da Caixin-Markit. Eccezione negativa è la borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che ha chiuso in calo dello 0,75% a 22.121,73. Bene invece Shanghai +0,55%, Hong Kong +0,52%, Sidney +0,34%, Seoul +0,16%. Da segnalare che ieri Wall Street ha chiuso il mese di giugno riportando il migliore trimestre in decenni.

Nella sessione di ieri, il Dow Jones Industrial Average è balzato di 217,08 punti (+0,9%), a 25.812,88; lo S&P 500 è salito dell'1,5% a 3.100,29 e il Nasdaq Composite ha fatto +1,9% a 10.058,77. Guardando al trend del secondo trimestre, il Dow è balzato del 17,8%, riportando su base trimestrale il rally più forte dal primo trimestre del 1987, quando volò del 21,6%; lo S&P ha chiuso il trimestre segnando il rialzo più forte dal quarto trimestre del 1998, quando salì di quasi +20%. Il Nasdaq Composite è schizzato del 30,6%, riportando la performance trimestrale migliore dal 1999.

Tornando all'indice Pmi manifatturiero della Cina, il dato è salito a 51,2 punti, meglio dei 50,5 punti attesi dal consensus, e in chiara fase di espansione. L'indice è stato superiore, infatti, alla soglia dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di espansione (valori al di sopra) e di contrazione (valori al di sotto), e si è attestato anche al valore record dal dicembre del 2019.

Dal Giappone, invece, le indicazioni macro hanno dipinto un quadro ancora fosco. L'indice Pmi manifatturiero stilato congiuntamente da Jibun Bank e da Markit è salito a giugno a 40,1 punti, rispetto ai 37,8 punti di maggio. Il dato rimane tuttavia ampiamente al di sotto della soglia dei 50 punti, confermando il 14esimo mese consecutivo di contrazione.

Negative anche le indicazioni emerse con il sondaggio Tankan stilato dalla Bank of Japan, relativo alle condizioni dell'economia del Giappone nel secondo trimestre.

Dal report emerge che l'indice manifatturiero è sceso ulteriormente nel secondo trimestre dell'anno, attestandosi a -34 punti, rispetto a -8 punti precedenti e peggio dei -31 punti attesi dal consensus, confermando il peggioramento per il sesto trimestre consecutivo. Non solo: il dato è al minimo dal dicembre del 2009.

Peggioramento anche per l'indice non manifatturiero, che si è attestato a -17 punti rispetto agli 8 punti del trimestre precedente, lievemente meglio dei -20 punti stimati. Il dato è peggiorato per il quarto trimestre consecutivo.

Non tutte le notizie in arrivo dalla Cina sono positive. Nelle ultime ore è emersa la notizia del rinvenimento di un nuovo virus, potenzialmente pandemico.

Per ora il virus, che ha colpito i maiali, presenta caratteristiche simili a quello responsabile dell'influenza H1N1 (influenza suina), che ha provocato una pandemia nel 2009, e anche all'influenza pandemica del 1918.

A parlarne è stato ieri lo stesso responsabile della task force contro il coronavirus alla Casa Bianca, l'immunologo Anthony Fauci, che ha affermato che le autorità sanitarie stanno monitorando la situazione. Noto agli scienziati con il codice "G4 EA H1N1", il virus non ha ancora attaccato l'uomo, ma sta mostrando capacità di riadattamento.

Dal canto suo, inizialmente individuato a Wuhan, in Cina, circa sei mesi fa, il nuovo coronavirus COVID-19 ha già infettato più di 10,4 milioni di persone a livello globale, uccidendone più di 500.000.

Fauci ha detto al Congresso di essere preoccupato per il nuovo balzo dei casi in Texas e in Florida, aggiungendo che la riapertura delle scuole dipenderà dalla dinamica della pandemia e dai siti in cui si trovano gli stessi edifici scolastici.

Intanto negli Stati Uniti, nella giornata di ieri, sono stati individuati più di 46.000 nuovi casi, al record giornaliero di sempre.