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Borse: comprare il rimbalzo nel breve, pronti a uscire nel lungo

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro sta provando a riposizionarsi sopra quota 1,14, mentre il dollaro-yen è ad un passo da area 108 dopo il flash crash dei giorni scorsi. Cosa prevede per questi due cambi nel breve?

Dal punto di vista della dinamica grafica, ritengo che l'euro-dollaro sia tecnicamente orientato verso l'alto nel 2019, quindi, salvo fasi di accumulo e distribuzione, nel lungo periodo l'eventuale superamento di area 1,15 dovrebbe aprire degli scenari di forte rafforzamento per questo cross, con prima tappa in area 1,16 e via via verso i livelli successivi.

Questa view verrebbe compromessa solo con un euro-dollaro che andasse a chiudere sotto area 1,13, cosa che in questo momento mi sembra poco verosimile.

Per quanto mi riguarda a livello intermarket l'euro-dollaro è orientato verso l'alto nel primo trimestre di quest'anno, ma una conferma di quanto sto dicendo avverrà solo con una piena chiusura sopra 1,15. Quello che accadrà nel frattempo è il cosiddetto trading range cui ormai stiamo assistendo da qualche mese.

Per il dollaro-yen il recente flash crash ha decisamente sporcato la grafica di riferimento, con tutto ciò che ne consegue. Credo che per lungo i graficisti come il sottoscritto, faranno fatica ad analizzare questo grafico.

Ci rimane la struttura portante precedente e quindi permane comunque la sensazione, peraltro coerente con il movimento di apprezzamento che ha interessato l'euro, di un dollaro molto venduto e che ha approfittato del flash crash probabilmente per scaricare delle posizioni di eccesso.

Dal punto di vista pratico vanno aggiornati un po' gli studi sul dollaro-yen e mi riferisco in particolare alla vecchia trendline di supporto che è venuta meno con la rottura di area 107.

Oggi la struttura realmente più consistente che possiamo trovare sul grafico di questo cross è il doppio minimo creatosi con il flash crash. Credo che movimenti direzionali sul mercato del dollaro, e conseguentemente del rischio, siano condizionati ad un nuovo test di area 105 da parte del dollaro-yen.

Fino a quando il mercato non metterà in discussione il minimo segnato sul flash crash, coincidente con quello di gennaio dello scorso anno, non vedo pericoli per le Borse che dovrebbero entrare in una logica di trading range.

Per il dollaro-yen l'area dei 105 è da comprare in vista di un rimbalzo atteso anche in ragione del fatto che il biglietto verde è troppo in ipervenduto.

A mio avviso però comanderà l'euro perchè la dinamica di quest'ultimo con ripetuti tentativi sotto area 1,15 è abbastanza significativa e quindi credo che sia la moneta unica il market driver da seguire nei prossimi giorni.

Come valuta la marcia rialzista dell'oro ormai ad un passo dalla soglia dei 1.300 dollari l'oncia?

Quello dell'oro è un movimento bello, robusto e consolidato di inversione di lungo termine, e a mio avviso questo asset è il vero driver della situazione. Il gold ha invertito al rialzo in maniera poderosa quando ha abbandonato area 1.220 dollari con un breakout long post divergenza rialzista.

Sui livelli attuali, salvo un eccesso di comprato, non c'è nulla che comprometta l'andamento dell'oro. E' vero che è salito tanto, ma secondo me il movimento del gold rispecchia realmente quello che sarà l'andamento dei mercati azionari nei mesi a venire.

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Le Borse sono entrate in una fase orso e l'oro, in quanto bene rifugio, si è mosso in controtendenza. Al di là degli eccessi di breve, che in effetti stanno portando oggi ad un rimbalzo dell'azionario, in una dinamica di lungo periodo l'oro non ha completato ancora la sua salita che ha un target in area 1.350 dollari.

Un via libera a delle rivisitazioni del trend attuale del rischio che rimane ribassista avverrà solo quando il gold raggiungerà l'obiettivo dei 1.350 dollari l'oncia.

Fino ad allora avremo solo trading e nulla che possa comportare posizionamenti di lungo termine, per cui aspetto con calma e progressive fasi di accumulo e distribuzione, un oro che nel 2019 ci faccia vedere area 1.350 dollari. Una volta raggiunta questa soglia si potranno fare valutazioni intermarket importanti, ma non prima.

Il petrolio sta risalendo la china dai recenti minimi, mantenendosi per ora al di sotto dei 50 dollari al barile. Prevede ulteriori recuperi per questo asset?

In questo momento sul petrolio vedo la formazione di una bellissima divergenza rialzista e personalmente lo inizio a tradare long, tanto che ho cominciato a dare un'occhiata anche ad alcuni titoli oil come ENI, Saipem e Tenaris che in effetti stanno reagendo bene.

Per me l'oro nero sta cercando di disegnare una figura di inversione importante: c'è stato il breakout proprio in queste ore della prima resistenza dinamica abbastanza significativa, quindi un tentativo graficamente ben strutturato.

Sarei dell'avviso di lasciar rifiatare al rialzo il petrolio almeno fino ad area 50 dollari, che credo possa essere raggiunta, e poi su quella soglia rivedere l'analisi.

Secondo me i ribassisti si stanno ricoprendo sul petrolio ed è giusto che lo facciano, e se da una parte non me la sento di chiamare un trend invertito, dall'altra sicuramente sui livelli attuali è giusto chiudere le posizioni short e attendersi qualche altro dollaro di rimbalzo verso area 50 dollari.

Anche in previsione di ciò sono entrato sul settore energetico a Piazza Affari in maniera abbastanza consistente.

Sulla base di quanto detto fino ad ora, cosa può dirci per le Borse?

Per i mercati azionari farei una distinzione tra uno scenario di breve e uno di lungo termine. La mia idea di breve è che le Borse debbano rimbalzare, tanto che ieri mi sono esposto al 40% long su Piazza Affari, quindi l'idea è che i mercati siano approdati ad un eccesso di venduto che deve rientrare.

Lo scenario di lungo mi vede invece sfavorevole e sono dell'avviso che la forza, se arrivasse, sia da vendere. Penso che il rimbalzo del Dax30 potrebbe portarlo a ridosso di area 11.200/11.250, ma questa più che una zona per iniziare a pensare a mercati tonici, sarà da vendere.

Nel breve sto comprando il rimbalzo, ma nel lungo mi preparo a vendere la forza e non lo farò a questi livelli che non avrebbero un rapporto rischio-rendimento intelligente.

Per me ora è il momento di comprare qualcosa con un orizzonte di breve, ma nel lungo sono convinto che se il mercato dovesse sorprenderci con delle sedute allegre al rialzo, quelle saranno le sessioni ideali per iniziare a pensare allo short.

Questo perchè ritengo che l'oro abbia dato un segnale inequivocabile e anche la recente debolezza del dollaro mi sembra strutturale ormai, quindi destinata a creare uno scenario risk-off di lungo, dopo il risk-on di brevissimo da catturare.  

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