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Borse contrastate, male Piazza Affari

Giancarlo Marcotti
 

Giornata abbastanza “anomala” sui mercati borsistici del Vecchio Continente, gli acquisti hanno premiato Francoforte (+0,3%) e soprattutto Londra (+0,7%), mentre è rimasta al palo Parigi (-0,1%).

Tuttavia a subire le maggiori vendite la nostra Piazza Affari, l’indice principale della Borsa milanese, il Ftse Mib (-0,60%) ha infatti visto 29 dei 40 titoli che lo compongono terminare la seduta in territorio negativo.

Non si tratta quindi di una performance derivata dal crollo di un singolo titolo, a Piazza Affari qualcuno ha deciso che deve essere arrivato il momento di prendere profitto.

Ovviamente non sono mancate le “storie” che hanno portato alcuni titoli ad andare in netta controtendenza rispetto all’indice.

Sotto i riflettori ormai da tempo Bper Banca (+1,33%) che ormai è evidentemente guardata con attenzione dagli investitori, la speculazione sul titolo è evidente, oggi ha terminato in vetta alla classifica facendo segnare l’undicesimo rialzo consecutivo ed il secondo miglior fixing dell’anno. Le voci di un “matrimonio” si rincorrono, lo sposo più accreditato continua ad essere Ubi Banca (-1,73%) che invece è risultato oggi il titolo peggiore del comparto.

Sul secondo gradino del podio è salito un altro titolo del settore: Mediobanca (+0,95%) che torna a salire dopo due sedute nelle quali erano prevalse le prese di profitto.

Torna a superare quota 14 euro, cosa che non gli era mai riuscita nel mese corrente Eni (+0,85%) che ha contribuito e non poco a limitare il calo del nostro indice principale.

Cerca di frenare il crollo Campari (+0,82%) e non si ferma più Unipol (+0,64%) implicata nel “matrimonio” Ubi/Bper.

Ma rivolgiamo ora lo sguardo alla parte bassa della classifica dove troviamo Stmicroelectronics (-2,84%), il titolo ha risentito dei brutti dati, e dell’outlook negativo, comunicato dalla statunitense Texas Instruments.

Continua la discesa Amplifon (-2,73%) tornata su livelli che non si riscontravano dallo scorso mese di luglio, mentre il calo di Prysmian (-2,37%) è probabilmente da attribuire a fisiologiche prese di profitto.

Segnaliamo infine il calo di Juventus (-2,36%) nonostante la vittoria della squadra torinese nella partita di Champions.

Al momento i tre principali indici della Borsa americana si trovano tutti in prossimità della parità, calma piatta quindi al di là dell’Oceano.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online