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Borse europee caute in attesa della Fed

Fabrizio Arnhold
·2 minuto per la lettura
Borse europee caute in attesa della Fed
Borse europee caute in attesa della Fed

I listini del Vecchio Continente aprono deboli aspettando la Fed che questa sera farà il punto sulla situazione economica negli Usa. Non si ferma la corsa dell’oro

Le Borse europee aprono la giornata di contrattazioni deboli, rallentate dalle semestrali inferiori alle attese e dalle notizie sui contagi in Europa e a Hong Kong. Milano in avvio di giornata segna +0,17%, Francoforte -0,10%, Madrid -0,28%, Parigi +0,50% e Londra +0,09%. Ieri Wall Street ha chiuso in calo e questa mattina anche Tokyo ha concluso sotto la parità, con l’indice Nikkei a -1,15%.

LA STAGIONE DELLE TRIMESTRALI, ASPETTANDO LA FED

Le società quotate devono fare i conti coni danni provocati dalla pandemia. La stagione delle trimestrali è entrata nel vivo, sia in Europa che in America e mette in evidenza un calo degli utili dovuto principalmente agli effetti del lockdown. Negli Stati Uniti, intanto, proseguono i colloqui al Congresso sull’approvazione del nuovo piano di aiuti all’economia. Sale anche l’attesa per la Fed che in serata farà il punto su politica monetaria e situazione economica negli Usa.

EURO SEMPRE IN RIALZO

Sul fronte valutario, non si ferma il rialzo dell’euro nei confronti del dollaro: la moneta unica passa a 1,1741 dollari, contro il valore di 1,1725 di ieri. Se il trend dovesse continuare, il biglietto verde rischia di perdere lo status di valuta di riferimento mondiale come riserva e per gli scambi, come sottolineato ieri da Goldam Sachs.

SALE ANCORA L’ORO, PETROLIO STABILE

Non dà segni di arresto la corsa dell’oro. Ieri il metallo giallo toccava negli States quota 1.944 dollari all’oncia e oggi si attesta a 1.953,4965 dollari all’oncia. Il prezzo del petrolio, dopo il calo di ieri, prova a fatica a risalire senza tuttavia fornire segnali incoraggianti, con il Wti settembre scambiato a 41,14 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza, tocca i 43,39 dollari al barile (+0,39%).