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Borse europee nervose sulla scia del rialzo dei rendimenti dei Treasury americani

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
Borse europee nervose sulla scia del rialzo dei rendimenti dei Treasury americani
Borse europee nervose sulla scia del rialzo dei rendimenti dei Treasury americani

Il rosso registrato da Wall Street durante l’ultima seduta frena i listini del Vecchio Continente e manda in rosso quelli asiatici. Negli Stati Uniti attesi i dettagli del piano infrastrutturale di Biden

Le Borse europee aprono senza entusiasmo sulla scia del nervosismo di Wall Street e dell’aumento del rendimento dei Treasury Usa a dieci anni. Piazza Affari registra il miglior risultato in avvio di contrattazioni, in rialzo dello 0,2%. Tutti gli altri listini del Vecchio Continente fanno invece più fatica e navigano a cavallo della parità, con una variazione compresa tra -0,1% e +0,1%.

TREASURY USA AI MASSIMI DA 14 ANNI

L’andamento delle Borse europee è influenzato dalla chiusura sotto la parità di Wall Street registrata nell’ultima seduta e dall’ulteriore rialzo del rendimento dei Treasury statunitensi a dieci anni a 1,77%, ai massimi da 14 mesi. Gli investitori aspettano oggi i dettagli del piano infrastrutturale annunciato dal Presidente Joe Biden. Il pacchetto di spesa potrebbe superare i tremila miliardi di dollari. In Europa invece c’è attesa per i dati di marzo relativi all’inflazione della zona euro e dell’Italia e per i numeri riguardanti la disoccupazione in Germania, tutte statistiche utili per valutare lo stato di salute dell’economia del Vecchio Continente

BORSE ASIATICHE IN CALO

L’aumento dell’attività manifatturiera cinese a marzo, con l’indice Pmi del settore salito a 51,9 dal 50,6 di febbraio, non riesce a trainare le Borse asiatiche. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,77%. Shanghai cede lo 0,4%, così come l’Hang Seng.

PETROLIO IN RIALZO

Petrolio in rialzo sui mercati asiatici. Il Wti guadagna lo 0,2% a 60,68 dollari al barile. Il Brent registra una crescita dello 0,1% a 64,20 dollari al barile. A pesare sulle variazioni del greggio è la riunione dell’Opec+ di domani, durante la quale si deciderà sulla possibilità di aumentare le forniture. Nel valutario, l’euro viene scambiato a 1,170 dollari, in leggerissimo calo dagli 1,172 dollari di ieri.