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Borse europee positive ma caute, occhi a termometro inflazione Usa

·2 minuto per la lettura

Risveglio in leggero rialzo per le principali Borse europee, in un contesto di attesa per il dato sull'inflazione negli Stati Uniti, in uscita nel primo pomeriggio italiano. In Europa il Dax di Francoforte mostra una modesta crescita dello 0,04%, mentre il Ftse 100 sale dello 0,17% e il Cac40 di Parigi segna un +0,03 per cento. L'attenzione del mercato è rivolta all’inflazione Usa. Secondo il consenso, l'indice dei prezzi al consumo è atteso toccare i massimi da inizio anni ’90, salendo a 5,8% a ottobre. "Si prevede che i numeri Cpi Usa di ottobre si spingano al di sopra dei livelli visti nel 2008, quando hanno raggiunto il 5,6%, con le aspettative di aumento al 5,9%, che sarebbe il livello più alto dal 1990, mentre i prezzi core dovrebbero arriva al 4,3%, anche questo un massimo pluriennale", segnala Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK. Il dato sarà osservato con attenzione tra i timori di un'inflazione prolungata che potrebbe riaccendere le speculazioni sui tempi di possibili aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed). A questo riguardo, ieri, James Bullard, numero uno della Federal Reserve di St Louis, tra gli esponenti più falchi dell'istituzione, ha detto di ritenere che la banca centrale americana alzerà i tassi di interesse due volte nel 2022, dopo aver concluso la fase di tapering dei suoi acquisti di bond, appena annunciata dal presidente Jerome Powell. Bullard non è al momento membro votante del Fomc, ma lo sarà nel 2022. Intanto l'alert inflazione è giunto anche dalla Cina, con l'indice dei prezzi al consumo balzato a ottobre dell'1,5% su base annua, al ritmo più forte dal settembre del 2020. Il dato era atteso in crescita dello 0,7%, rispetto alla precedente variazione pari a zero. Boom anche per l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi alla produzione, volata del 13,5%, al record da quando le autorità di Pechino hanno iniziato a raccogliere il dato, nell'ottobre del 1996.

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