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Borse giù per via di tante insidie. Unicredit sfonda i 10 euro

Davide Pantaleo
 

Anche l'ultima seduta della settimana, che precede la pausa legata alle festività natalizie, viene vissuta in calo dalle Borse europee. Dopo le vendite di ieri i listini, condizionati dalla negativa conclusione di Wall Street, si sono posizionati da subito lungo la via del ribasso, in una giornata che sarà peraltro costellata da numerosi dati macro.

In Germania è stato diffuso il dato relativo alla fiducia dei consumatori che a gennaio è rimasto invariato a 10,4 punti, in linea con le stime.

In Franca l'indice relativo alla fiducia delle imprese a dicembre è sceso da 105 a 104 punti, mentre le attese erano per un rialzo a 106 punti. Sempre in Francia le spese per consumi a novembre hanno evidenziato una variazione negativa dello 0,3%, in decisa frenata rispetto alla lettura precedente rivista verso l'alto da +0,8% a +0,9%. Il dato ha deluso le previsioni degli analisti che puntavano ad un incremento dello 0,4%. 

La lettura finale del PIL del terzo trimestre è stata rivista al ribasso dallo 0,4% allo 0,3%, mentre le attese erano per una conferma dello 0,4%.

In Italia la fiducia dei consumatori a dicembre è scesa da 114,7 a 113,1 punti, a fronte della previsione di un calo meno marcato a 113 punti.

Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) pomeriggio sarà reso noto in Europa il dato preliminare dell'indice relativo alla fiducia dei consumatori che a dicembre dovrebbe attestarsi a -4,2 punti, in peggioramento rispetto alla lettura di novembre fermatasi a -3,9 punti.

A pesare sul sentiment degli investitori sono intanto i timori di una politica monetaria più restrittiva, in particolare da parte della Fed. A ciò si aggiungono le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina dopo che Pechino ha chiesto che Washington ritiri le accuse mosse nei confronti di alcuni funzionari cinesi, tacciati della responsabilità di una campagna di spionaggio finalizzata al furto di proprietà intellettuali ai danni di diverse società a stelle e strisce.

Come se non bastasse, a tenere sulle spinge i mercati è anche il rischio di una paralisi federale, con la minaccia di uno shutdown che potrebbe scattare oggi a mezzanotte.

Anche se già in recupero dai minimi, gli indici europei si mantengono per ora al di sotto della parità, con il Ftse100 in ribasso dello 0,27%, seguito dal Dax30 e dal Cac40 che arretrano rispettivamente dello 0,8% e dello 0,98%.

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Semaforo rosso anche a Piazza Affari che, in linea con quanto accaduto ieri, al momento registra la peggiore performance nel Vecchio Continente. Il Ftse Mib viaggia su nuovi minimi dell'anno, in area 18.350, con un calo ora dell'1,19%.

Risale lo spread BTP-Bund che si allarga di quasi un punto e mezzo verso i 255 punti base e tanto basta ad alimentare le vendite sui bancari.
Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) scivola in fondo al paniere del Ftse Mib con un rosso di quasi il 3%, segnando nuovi minimi dell'anno sotto i 10 euro, seguito da Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che cede il 2,2%, mentre Bper Banca e Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) flettono dell'1,97% e dell'1,73%, ma a poca distanza troviamo Banco BPM con un rosso dell'1,65%, diversamente da Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) che si difende un po' meglio con una correzione dello 0,88%.

In flessione dell'1,73% Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) nel giorno in cui si riunisce il Cda per deliberare in merito alle richieste di Vivendi (Londra: 0IIF.L - notizie) .
Sale in controtendenza STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) che conquista il primo posto tra le blue chips con un progresso del 2,44%.

Segno più anche per Prysmian (EUREX: 3056144.EX - notizie) che avanza dell'1,31%, seguito da Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) che guadagna lo 0,89%.
In luce verde Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) che progredisce dello 0,71% dopo che la società si è aggiudicata nuovi contratti nel drilling onshore e offshore per un valore complessivo di circa 255 milioni di dollari.

In rosso invece ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) che flettono di poco più di mezzo punto, poco aiutati dal tentativo di recupero del petrolio appena sopra i 46 dollari al barile.

Sul fronte macro Usa la seduta odierna sarà ricca di eventi, visto che si conoscerà il dato finale del PIL del terzo trimestre che dovrebbe mostrare una variazione positiva del 3,5% in linea con la lettura preliminare e in frenata rispetto al 4,2% del trimestre precedente. Per il dato preliminare degli ordini di beni durevoli a novembre si prevede un rialzo dell'1,2%, in deciso recupero rispetto alla flessione del 4,3% precedente, mentre al netto della componente trasporti le stime parlano di un rialzo dello 0,2%, in linea con la lettura di ottobre.

Per il dato finale della fiducia Michigan a dicembre si stime una rilevazione pari a 97,4 punti, in frazionale calo rispetto ai 97,5 punti della lettura preliminare e di quella definitiva di novembre.

Per i redditi personali di novembre si prevede una variazione positiva dello 0,3% dopo lo 0,5% del mese precedente, mentre le spese per consumi dovrebbero frenare dallo 0,6% allo 0,3% e l'indice PCE core dovrebbe salire dallo 0,1% allo 0,3%.

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