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Borse incerte: Piazza Affari prova a rimanere a galla con l'oil

Davide Pantaleo
 

L'ultima seduta della settimana è stata archiviata con il segno più dalla piazza azionaria giapponese che ha visto il Nikkei 225 rimbalzare dopo il calo di ieri, salendo dello 0,72%. Sembrano essersi un po' allentati i timori di un più aggressivo rialzo dei tassi di interesse in America, mentre sul fronte valutario si registra una sostanziale stabilità del dollaro nei confronti dello yen, con il cambio fotografato sempre sotto quota 107.

In calo le Borse europee che dopo un avvio poco mosso si sono posizionate tutte al di sotto della parità, con il Ftse100 in rosso dello 0,21%, seguito dal Cac40 e dal Dax30 che arretrano rispettivamente dello 0,23% e dello 0,08%.
Sul fronte macro è stato diffuso in Europa il dato finale dell'inflazione che a gennaio su base annua ha mostrato una variazione positiva dell'1,3%, in linea con le attese e in frenata rispetto all'1,4% precedente. La versione "core" ha mostrato un rialzo dell'1%, poco al di sotto dell'1,1% messo in conto dagli analisti.

In Germania è stata resa nota la lettura definitiva del PIL del quarto trimestre dello scorso anno che ha mostrato una variazione positiva dello 0,6%, in linea con la lettura preliminare e con le previsioni del mercato.

Incerta anche Piazza Affari dove il Ftse Mib continua a muoversi poco al di sotto della parità ad un passo dai 22.450 punti, con un calo dello 0,01%.

Tra le blue chips in controtendenza troviamo Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) che continua a guadagnare terreno, con un vantaggio del 2,4% sulla scia dei buoni risultati conseguiti dal gruppo nel 2017.
Nello stesso settore si muove bene Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) che avanza dell'1,66% dopo che Mogan Stanley ha confermato la raccomandazione "overweight" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 5,5 a 6 euro.

Non riesce a fare altrettanto ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) che cede lo 0,34% malgrado l'apprezzamento delle banche d'affari per il nuovo supercalcolatore potenziato presentato ieri.

Ben intonate le utilities, ma non tutte, con Snam (Amsterdam: QE6.AS - notizie) che sale del 2,4% dopo che la società ha fatto sapere che prosegue il programma di acquisto di azioni proprie. Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) e Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) guadagnano l'1,01% e lo 0,86%, mentre A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) e Italgas calano rispettivamente dello 0,21% e dello 0,56%.

Male Salvatore Ferragamo che scende del 2,13% complice anche la conferma bearish di Kepler Cheuvreux che ha reiterato il rating "reduce" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 19 euro.

A due velocità le banche con Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) in calo di mezzo punto, seguito da Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) che cede lo 0,25%, mentre Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) cala dello 0,21%. In rialzo dello 0,29% Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , preceduto da Bper Banca e Banco BPM che avanzano rispettivamente dello 0,87% e dell'1,45%.

Da segnalare la buona intonazione di Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) che guadagna l'1,5% dopo che da alcune fonti si è appreso che il gruppo sarebbe al lavoro con Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) e Credit Suisse (IOB: 0QP5.IL - notizie) sulla separazione della rete.

Sul fronte macro Usa non è previsto alcun aggiornamento macro di rilievo e in agenda troviamo la pubblicazione del Monetary Policy Report della Fed per il 2018.
Da segnalare un discorso di William Dudley, presidente della Fed di New York, oltre al quale prenderanno la parola anche John Williams, a capo della Fed di San Francisco e Loretta Mester, numero uno della Fed di Cleveland.

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