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Borse Milano e quelle europee attese deboli, sul sentiment pesa questione Covid

Daniela La Cava
·2 minuto per la lettura

Si prospetta un avvio di scambi in ribasso in Europa (compresa la Borsa di Milano) in un contesto in cui salgono i timori per una terza ondata di contagi da coronavirus. I mercati del Vecchio continente sembrano così pronti a seguire il debole sentiment visto in Asia, confermato dall'indice Nikkei 225 che ha chiuso in calo dello 0,61% a 28.995,92 punti. Peggio ha fatto Hong Kong, scesa fino a -1,5%. Con molta probabilità nel corso della settimana l'attenzione sarà rivolta alle notizie di crescenti contagi in Europa che potrebbero far ritardare i piani per allentare le restrizioni e revocare i lockdown. In alcune parti della Francia sono scattate nuovamente le fasi di blocco parziale e in Germania, secondo alcune indiscrezioni, si starebbe pensando a un'estensione delle attuali misure di lockdown. Sul piano macro in calendario oggi gli ordini e le vendite industriali per l'Italia ma anche le vendite di case nuove per gli Usa. Sono poi in agenda i discorsi di Powell (Fed), e di Janet Yellen nella nuova veste di segretario al Tesoro Usa davanti al comitato servizi finanziari della Camera sul Cares act e Fed. Nel corso del pomeriggio interverranno due membri votanti della Fed: Williams e Brainard. Intanto ieri la sessione è stata positiva a Wall Street, con il Dow Jones che è salito di 103 punti (+0,32%) a 32.731,20 punti, e lo S&P 500 che ha messo a segno un rialzo dello 0,7%, a 3940,59 punti. Focus sulle parole del numero uno della Federal Reserve Jerome Powell che, nella giornata di ieri, ha sottolineato che "la ripresa (dell'economia Usa) è andata avanti più velocemente di quanto atteso in generale e appare rafforzarsi. Questo è dovuto in modo significativo agli interventi senza precedenti di politica fiscale e monetaria...che hanno fornito un sostegno essenziale alle famiglie, alle imprese e alle comunità". "Ma - ha avvertito Powell - la ripresa (dalla crisi Covid-19) è lontana dall'essere completa. Di conseguenza, la Fed continuerà a fornire all'economia il sostegno di cui necessita per tutto il tempo necessario".